Pierre Bourdieu e le radici sociali dell’arte.

nuo cnio gbdLeonardo Terzo, Sguardi, 2008

Nel saggio “La genesi storica dell’estetica pura” (in Le regole dell’arte, Il Saggiatore, Milano 2003, Éditions du Seuil, Paris, 1992, 1998) Pierre Bourdieu se la prende con tutti i teorici dell’autonomia dell’arte, perché ne cercano quella che essi definiscono l’essenza, di carattere peculiarmente formale e non sociale. Egli invece sostiene che la peculiarità anche formale dell’arte non è che il risultato delle scelte di elitarismo distintivo che le classi dominanti attuano per affermare e giustificare il proprio dominio e la propria superiorità culturale ed economica. La teoria della forma estetica “pura” non avrebbe una funzione propria, se non quella di nascondere la vera funzione distintiva delle classi sociali. Continua a leggere

Ground Zero e le macerie culturali dell’Occidente

In un saggio che definirei promemoria di cronaca culturale (Crolli, Torino, Einaudi, 2005), Marco Belpoliti cerca di delineare un quadro della coscienza estetica e politica (o della coscienza politica attraverso l’estetica) dell’Occidente, così come traspare dallo spiraglio epocale apertosi nell’arco di tempo tra due eventi epifanici: il crollo del muro di Berlino, del 1989, e il crollo delle due torri di New York, nel 2001. Sono circa dodici anni in cui si verificano una quantità di eventi che l’autore sa interpretare da cronista della cultura dotato di fiuto ermeneutico professionale, e che ciò nondimeno, a causa dell’ovvia spettacolarità con cui si presentano in un’epoca di ontologia mediatica come la nostra, appaiono significativi anche a tutti i comuni mortali.  Seguendo il tracciato di Belpoliti possiamo infatti relativizzare le glosse che gli artisti e i critici, e i sociologi e i filosofi, ormai indistinguibili fra loro, come pure dalle opinioni diffuse e fluttuanti nella comunicazione, hanno apposto alla contingenza essenziale della postmodernità e alla sua fine. Continua a leggere

Pinocchio come Webserie, ottava puntata.

3 maggio 13 040Leonardo Terzo, Lungo la strada un orribile serpente, 2014

Liberato dalla prigione Pinocchio vuole tornare a casa, ma il suo ritorno è ostacolato dalla presenza sulla strada di un enorme serpente, che finge di addormentarsi o di essere morto e, quando Pinocchio si avvicina, scatta invece come una molla per afferrarlo. Pinocchio casca a testa in giù nella palude di fango e rimane così ritto sotto sopra. La situazione fa ridere a crepapelle il serpente, che muore per un colpo apoplettico, e così Pinocchio può proseguire. Continua a leggere

Pinocchio come Webserie, settima puntata

IMG_2237Leonardo Terzo, Il mondo capovolto, 2015

I capricci di Pinocchio sono raccontati e descritti in forma di dialogo dispettoso con la fata. Da un lato sono una mimesi appena accentuata dei capricci dei bambini, con un intento di spettacolarizzazione della realtà che invita i lettori e gli ascoltatori a seguirne le fasi stimolando le attese del come va a finire. Continua a leggere

Momenti di esticizzazione della vita.

Minimalismi e decentramenti, fine corridoio con porta 28 dic12Leonardo Terzo, Minimalismi e decentramenti: fine corridoio con porta, 28 dicembre 2012

Il postmodernismo comporta un processo di de-monopolizzazione delle gerarchie simboliche e l’apertura a mercati più ampi per i beni culturali, una rivoluzione dei canoni, ma un persistere dello status dei detentori del capitale culturale. Tale ampliamento del mercato offre infatti agli intellettuali e interpreti nuove opportunità di svolgere un proficuo ruolo di articolazione e orientamento delle nuove esperienze. Continua a leggere