Evenemenzialità

Leonardo Terzo, Evento d’inverno, Milano, 26 febbraio 2018

L’evenemenzialità è quel carattere per cui ad un fatto accaduto o che accade si attribuisce un particolare interesse o valore spettacolare per cui infatti lo si denomina evento. Nell’arte contemporanea, e per riflesso a tutti gli aspetti della cultura anche pratica, vi è la tendenza a riferirsi a due dimensioni ontologiche: il tempo e lo spazio. Leggi tutto “Evenemenzialità”

Arte, pura e/o applicata.

 

Leonardo Terzo, Sinai, acquarello da una fotografia in bianco e nero di Cartier Bresson, Anni ’60

La differenza tra arti pure e arti applicate è un argomento di attualità perché non tutti sono disposti a considerare arti quelle applicate. Ciò a causa dell’apprezzamento quasi mistico che l’arte ha attratto (approssimativamente) dal Rinascimento in poi, e che, per comodità, potremmo sintetizzare nel concetto di “aura” teorizzato da Benjamin. Benjamin lo concepisce riferito alla singola opera, ed il fascino “auratico” consiste nell’idea che quell’oggetto è stato realizzato concretamente dall’artista in quella specifica contingenza storica e creativa. Leggi tutto “Arte, pura e/o applicata.”

Postmodernità e Zeitgeist 15. Arte e anche no, perché non si capisce.

DSC_0290Leonardo Terzo, Ready Made, 2015

La pratica pseudo-creativa di Beuys (che si fa avvolgere in un tappeto sporco di grasso, insieme ad un coyote per una settimana, e poi traportare in aereo col coyote per riesporsi a New York) è un esempio di arte senza comunicazione decifrabile, o senza comunicazione e basta, che resta un fatto o un comportamento non comprensibile e soltanto percepibile. Ciò significa che possiamo ancora considerarla arte, se vogliamo, totalmente a nostra disposizione per le reazioni umorali che provoca, ma senza riscontro plausibile e completamente abbandonata dall’autore. Leggi tutto “Postmodernità e Zeitgeist 15. Arte e anche no, perché non si capisce.”

Postmodernità e Zeitgeist 14

calchi2             Leonardo Terzo, Alla ricerca del significato, 2015

La mia idea di arte come esercizio pratico di orientamento tra le forme della realtà, (vedi http://www.leonardoterzo.it/2015/02/poesia-e-formulazione-pragmatica/), al contrario di quella di Warhol, che è marginalizzazione o rifiuto della natura retinica (cioè visibile) della percezione formale, si pone invece proprio in cerca del possibile significato del significante, partendo dal presupposto che la realtà ancora ignota si comprende dopo aver percepito le forme del suo essere.

Il significato non si presuppone assente, al contrario si presuppone presente, ma da trovare e comprendere a partire appunto dalla percezione sensibile. Come per una lingua straniera, il significato dei cui suoni inizialmente non capiamo, ma che con l’esplorazione, in principio solo sensibile, cerca di arguire dalle circostanze il rinvio ai significati.

Ogni astrazione diventa così un incentivo alla possibile nuova scoperta della dimensione semantica di quelle forme. Anche se quelle forme, essendo astratte, non hanno un significato concreto, l’esercizio di orientamento in una formalità sconosciuta è utile ad orientarsi nell’ignoto in prospettiva e in attesa di ravvisare una possibile forma di realtà.

 

Postmodernità e Zeitgeist 12

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Leonardo Terzo, Tecnologia e natura, 2017

Il rapporto tra arte moderna e politica viene visto dagli studiosi dell’argomento in modi diversi. L’arte moderna (1860-1950) può essere autonoma perché la borghesia non sa che farsene, e la sua opposizione, o per lo meno la sua diversità e quindi separazione, seppure implicitamente anche politica, si esprime solo in termini formalistici, come del resto è proprio dell’arte. Leggi tutto “Postmodernità e Zeitgeist 12”