Leonardo Terzo, Sull’ovvietà della tecnica

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Leonardo Terzo, Window, 2017

“…tecnicamente abita l’uomo…”

 

  1. Per criticare ciò che, in modo totalizzante, viene indicato come “età della tecnica”, a partire probabilmente da Heidegger, si fantastica di un presunto “uomo pre-tecnologico”, che avrebbe agito in un orizzonte di senso, con idee e sentimenti propri, che ora invece non avrebbe più. L’età della tecnica sarebbe una situazione assolutamente nuova, in cui l’umanità sta facendo l’esperienza del suo “oltrepassamento”, per il fatto che abita in un mondo tecnicamente organizzato in ogni sua parte. In tale mondo la tecnica determinerebbe ogni scopo, idea, azione e passione, persino i sogni e i desideri, sottraendoli alla libertà.

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La punta del colletto, di Anton Cimelich. Introduzione di L.Terzo

Introduzione di Leonardo Terzo

Il racconto è la forma breve delle quattro forme della narrativa in prosa: il romanzo realistico, il romanzo fantastico, il romanzo confessione e l’anatomia o satira menippea. Mentre i primi tre sono abbastanza noti e riconoscibili, l’anatomia o satira menippea lo è molto meno.

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COMMUNICATION MIX?! COSA?! (pardon, WHAT?!)*

di Silvia Monti
per Hic Sunt Group

Si sa che la merchant bank ha il trader al commodity desk che gioca sui future. Invece il target del trend usa il brand nella corporate identity, sebbene client oriented. Ma un mix di communication auditing e marketing va avvolto in un packaging per la visual identity nell’open space dello showroom. Continua a leggere

Daily Aesthetics, 26. 8. 2016. L’“Autore” nel post-strutturalismo.

IMG_3107Leonardo Terzo, After Cartier-Bresson, 2016

Il concetto di autore sorgerebbe dal bisogno dell’uomo di evadere dai limiti della sua finitudine, propriamente umana, producendo una sfera culturale autonoma. Questa produzione innovativa sarebbe il modo di produrre ascrivibile alla tradizione del concetto di “genio”, emerso a suo tempo nell’estetica del Settecento. Continua a leggere

Daily Aesthetics, 23. 8. 2016. L’arte tra unicità e società.

After BoccioniLeonardo Terzo, After Boccioni, 2015

I sociologi dell’arte studiano tutto ciò che sta intorno all’opera, e come ciò condiziona in qualche modo ciò che l’opera è anche esteticamente. Solo che questo passo finale dell’interesse sociologico finisce per diventare secondario, appunto perché quello primario non è il modo di apparire formalmente dell’opera, ma come la forma sia l’effetto degli elementi sociali. È la differenza tra chiedersi come la forma ci informa sulla società e come la società produce la forma. Nel primo caso prevale il critico, nel secondo prevale il sociologo. Ma in teoria nessuno dei due dovrebbe prevalere sull’altro. Continua a leggere