Il gioco della nazionale di Mancini: masturbazione calcistica.

L’Italia ha finalmente battuto la Polonia per 1 a 0 nei minuti di recupero. I telecronisti, fino al gol, si sono sprecati nell’elogiare il gioco italiano sebbene sterile, senza saper spiegare perché mai, se giocavano così bene, non riuscivano a fare la miseria di un gol. E del resto l’Italia di Mancini non aveva mai vinto, e non aveva mai segnato più di un gol, se non in una partita amichevole con l’Arabia Saudita.

La ragione per cui la squadra non segna è che non tirano in porta quasi mai, perfino con una squadra nettamente inferiore come la Polonia. Non ci vuole molto a capire che il tipo di gioco voluto (o no?) da Mancini è fatto al 99 per cento di passaggi indietro.

Il massimo perverso brocco in questo senso è Verratti, ma anche gli altri non scherzano. La concezione perversa cui siamo arrivati fa sì che Verratti viene creduto un bravo calciatore. Il suo gioco peraltro dimostra che il difetto non è nei piedi, ma nella testa.

Conclusione: il gioco dell’Italia di Mancini ha tutti i crismi della masturbazione calcistica.

Leonardo Terzo, Teaching literature and new technology

 

Leonardo Terzo, Pozzanghera, 2014

 

L’ipertesto e insegnamento della letteratura con le nuove tecnologie

(Teaching Literature and New Technologies. Università di Pavia, Aula Foscolo, Ottobre 1999.)

Fino a trenta anni fa circa, era opinione comune che la letteratura non fosse una materia che si potesse insegnare. Era un’opinione singolare, che separava la letteratura dalle altre arti, come la pittura, l’architettura e persino la musica, le cui scuole, officine e botteghe, dove il maestro aveva degli allievi che lavoravano con lui, erano istituzioni normali sin dal Medio Evo e dal Rinascimento. Leggi tutto “Leonardo Terzo, Teaching literature and new technology”

Leonardo Terzo. Che cos’è l’arte

Leonardo Terzo, Self-portrait as photographer

L’arte è il prodotto di un’attività umana che, nella finzione e con l’immaginazione, crea oggetti intesi a provocare piacere sensibile e intellettuale a chi ne fa esperienza.

Un interlocutore che ha letto questa nota, mi dice che, pur ammirando egli l’opera di Francis Bacon, non ne ricava un senso di piacere, ma una certa sgradevolezza.

Forse allora occorre dire che la reazione sensibile che accompagna l’ammirazione intellettuale può essere di piacere o di dispiacere. Resta peraltro una reazione sensibile. Vedi il post successivo, del 13 agosto.