Istante e civiltà: le fotografie di Leonard Freed al Palazzo delle Stelline

La mostra del fotografo Leonard Freed (pronuncia: lèna:d fri:d), 1929-2006, al Palazzo delle Stelline a Milano fino all’8 gennaio 2012, suggerisce alcune osservazioni sullo specifico fotografico. Nelle immagini in mostra, Freed coglie principalmente fatti di cronaca e di costume. La mostra dedicata all’Italia (la New York di Brooklyn, e poi Milano, Firenze, Roma, Venezia, Napoli, la Sicilia) svela nell’istantanea d’occasione un contenuto d’epoca e un tratto antropologico, e quindi una forma estetica profondamente radicata nel tempo e nello spazio. Continua a leggere

Introduzione a “Cinque romanzi sulla Storia del ‘900”

Emporio Porpora, Dov’è il mondo?, 2012

Ho scelto questi cinque libri perché nel corso delle letture di una vita sono tra quelli che mi hanno colpito di più, e ognuno dei quali era stato il primo che avevo letto di quell’autore. Solo dopo mi sono accorto che sono tutti romanzi storici, che percorrono la storia del ‘900 illustrando momenti fondamentali del divenire europeo, cruento e terribile nella prima metà, più ricostruttivo e indubbiamente edificante nella seconda, nonostante le difficoltà e le perdite culturali che anche le evoluzioni, come e talvolta più delle rivoluzioni, comportano. Continua a leggere

Lettura di immagini: Serena L.

Questo ritratto di Serena L. ha le caratteristiche di un personaggio mitico. La centralità della posa è una peculiarità delle statue degli dei, specialmente orientali. La fervida potenza dello sguardo e la placida sicurezza del sorriso sono i tratti tipici delle immagini che impongono agli umani il culto della divinità. Forza e bellezza si identificano. Si può rimanere incantati o addirittura pietrificati dall’incontro col numinoso, e solo resistendo, come Ulisse al canto delle sirene, si riesce a distinguere il fascino erotico dei capelli, lisci come la felicità e mossi come la seduzione.

L.T.

Lettura di immagini: Silvia M.

So che questa fotografia di S. a lei non piace. Invece a me piace molto, perché sembra che dica: adesso vengo lì e ti mangio. Chi non vorrebbe essere mangiato da S.? L’ambivalenza del sorriso dice: tu non sai cosa ti aspetta. Le pupille convergono su ciò che lei guarda, ma non del tutto perfettamente: la loro direzione realizza un sottile sviamento, un ameno inganno, di cui l’osservato vuole irresistibilmente essere preda.

Tutto il viso del resto si affaccia dal sipario dei capelli, come se fosse appena entrato in scena, per rivelarmi il destino. Tanathos è strumento di eros. S. è una divoratrice di uomini: tutti cadono ai suoi piedi, ma lei non si concede a nessuno. Questa fotografia non le piace perché svela il suo segreto.

L.T.

 

Lettura di immagini: Alice K

L’espressione di Alice K qui è l’espressione meditativa della giovane donna che si affaccia alla vita e la osserva; comincia a capire e a rendersi conto della realtà, e anzi di una realtà positiva, un po’ sorpresa e un po’ compiaciuta che il mondo intorno a lei può essere buono, e lei ci sta bene.

Il benessere che si riflette nel suo sguardo e nel suo atteggiamento generale è provocato da ciò che lei vede, cioè me. Perciò mi sento gratificato dalla funzione piacevole che il suo sguardo mi attribuisce, e questo mi fa innamorare. Non posso non amarla, perché il suo sguardo mi dice che lei è felice con me.

L.T.