La fotografia di Shakespeare

pietro_annigoni_8Pietro Annigoni, Elisabetta II, 1955

 

La civiltà moderna e contemporanea è una civiltà dell’immagine. E tra le immagini la fotografia è il mezzo all’origine dell’espansione di tutti i successivi incrementi della tecnologia visuale. Certamente il valore e la funzione delle immagini è accresciuta dalla comunicazione mediatica, tuttavia tutti i sensi e tutti i linguaggi convergono nella fruizione dei media, per cui l’immagine non è più, semmai lo è stata, fruibile da sola, ma diventa un elemento sempre misto agli altri della comunicazione totale. Continua a leggere

Fotografia, verità ed entropia

Music, AutoritrattoZoran Music, Autoritratto.

Nel rapporto tra la fotografia e la bellezza delle cose fotografate, i criteri di valutazione seguono l’evoluzione del gusto, come per qualsiasi altro giudizio estetico. Rispetto alla vanità personale però, la fotografia viene considerata di per sé un mezzo per esibirsi, tanto più quando, a partire dal 1855, Fox Talbot dimostrò che la fotografia si poteva ritoccare, in questo modo mettendo però in dubbio la verità e l’oggettività del risultato. Peraltro il rapporto tra immagine e realtà è sempre più complesso di quanto si creda, e si passa dall’illusione che la fotografia sia, per la sua natura tecnica, inevitabilmente sincera, all’attuale epoca “del sospetto”, quando qualsiasi forma o strumento di conoscenza, dalla lingua all’immagine, è considerata incline a privilegiare il punto di vista, parziale e interessato, di una classe dominante e della sua ideologia. Continua a leggere