Primitivismo e surrealismo

Magritte - luciMagritte, L’impero delle luci, 1954

Fra le avanguardie moderniste, i più influenzati dal primitivismo furono i surrealisti, perché lo consideravano qualcosa di arcaico e primordiale presente anche nell’uomo contemporaneo. Bastava solo farlo emergere allentando i controlli razionali ed esprimendosi in modo automatico. Continua a leggere

“Frostbitten” cioè “morsi dal gelo”

Andrew Wyeth, Frostbitten, 1962

Conoscevo molti quadri di Andrew Wyeth (pronuncia endru uaith), anche se non sapevo nulla di lui. Oggi mi ha colpito questo in maniera fulminante. Il suo fascino sta nell’umiltà del soggetto, nella perfezione quasi fotografica del dettaglio, e infine nell’effetto di luce, naturalistico e insieme creativo.

Si tratta di quattro mele, abbandonate sul davanzale interno di una finestra, con un muro un po’ scalcinato, e anche il legno del davanzale è sbrecciato. Il luogo sembra abbandonato, come le mele, con due o tre foglie rinsecchite. Elementi vegetali ci sono anche immediatamente oltre la finestra, che a sua volta è fatta con un’intelaiatura incrociata tipicamente inglese e americana. Sono elementi secondari, ma collocano l’immagine in un contesto rurale e “geopolitico” riconoscibile: casa di campagna povera o abbandonata, negli Stati Uniti o in Inghilterra. L’abbandono significa “passato”. Morte persino. E qui entra la funzione dell’arte, che recupera il passato e ne costruisce il fascino, prima che muoia del tutto o davvero.

La rappresentazione naturalistica richiama l’influenza che la fotografia ha avuto, oltre e più che sulla precisione del dettaglio, che pure è importantissima, sulla scelta del soggetto da rappresentare, che la fotografia ha “abbassato” al particolare e ha reso più “democratica” nei ritratti delle persone o delle cose comuni.

La luce è sempre un fattore preminente in tutto ciò che è visivo, ma in altre situazioni, sebbene necessaria, passa inosservata. Qui invece è il fattore che recupera e salva i resti della vita, come pure della natura e del costrutto umano che è la casa e la finestra. Oltre i vetri si vedono solo rari sterpi, poi tutto il resto è bianco perché la luce ci investe entrando direttamente dall’alto.

 

 

Dada: il primitivismo immerso nel nichilismo.

312a1Fra tutte le avanguardie il movimento Dada è il più nichilista e fermamente distruttivo. In realtà i gruppi che si denominarono tali in varie città europee spesso trovavano modo di aggregarsi nominalmente a qualche tipo di proposta rivoluzionaria, più come etichetta che per reale interesse politico e sociale. Continua a leggere

La lezione di Picasso: il primitivismo come esercizio

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Per Picasso, il maggior utilizzatore del primitivismo, quella scelta, secondo le sue dichiarazioni, ha un fine liberatorio: è il recupero della libertà dei sensi, disinibizione. Tuttavia è difficile dire se questo effetto si comunica allo stesso tempo e modo agli osservatori.

È la differenza tra l’artista e il fruitore, tra creare e osservare soltanto. Nonostante la cosiddetta “morte dell’autore”, la cui funzione si trasferirebbe al fruitore, il fruitore non diventa totalmente autore, perché ricrea l’opera in altro modo, con un’altra procedura. L’autore fa la sua esperienza “fattiva”, inventiva e libera. Il fruitore è legato al significante e alle forme che riceve. Può usarle per fini diversi da quelli per cui sono state prodotte e, anche se tutto sfuma in altre sensazioni e pensieri, resta in debito col messaggio ricevuto.

D’altra parte anche l’autore diventa subito il primo fruitore. Dal punto di vista estetico il risultato più apprezzabile di Picasso è di essere riuscito a sintetizzare una creatività primitiva e astratta (la spontaneità, la magia, l’energia sciamanica) senza perdere la riconoscibilità rappresentativa: egli trasporta e rivela un senso “originario” in immagini dove continuiamo a riconoscere, seppure deformata, una ritrattistica tradizionale.

Come per Bacon, seppure con altre motivazioni, la deformazione è appunto deviazione dalla formazione. Il senso sta nel riconoscere l’origine (finale, e tradizionale) e paragonare a contrasto l’effetto ottenuto con la deformazione (primitiva). Consapevole di questo, ogni fruitore non più ingenuo affronta le opere come esercizio di creatività “comparativa” personale.

E questo è il procedimento di ogni fruizione dell’arte modernista. Il modernismo è un’autoriflessione degli autori per capire cosa stanno facendo, come riescono a razionalizzare e mettere in forma le pulsioni creative, da qualsiasi parte provengano: dal passato primitivo i modernisti, come dal futuro virtuale i postmodernisti.

Per raggiungere la spontaneità, Picasso ha lavorato a Les Demoiselles d’Avignon per trent’anni, dal 1907 al 1937.

 

Avanguardie e primitivismo: regressione creativa e/o creazione regressiva

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Il fascino del primitivismo per le avanguardie del ‘900 ha un lato regressivo che consiste nel desiderio di un ritorno al paradiso perduto delle origini e della natura incontaminata. In essa si colloca una fantomatica umanità, egualmente incontaminata e insensatamente “assoluta”. Continua a leggere

Valori, forme, e politica culturale

Leonardo Terzo, Munchausen Ball, 2015Leonardo Terzo, Munchausen Ball, 2015

Sul valore.
Il valore è un concetto che, costituzionalmente, consiste in una differenziazione di importanza tra le cose a cui si dà appunto valore e le cose a cui non se ne dà, o se ne dà di meno o di più. Se tutte le cose avessero lo stesso valore non ci sarebbe il valore stesso. Quindi il valore implica apprezzamento e disprezzo come categorie costitutive. Continua a leggere