Il ritmo della pornografia

Mimesi e diegesi, spettacolarità e magnificazione, ricezione e sensazione, sublime e bathos.

La pornografia è un campo di indagine che offre interessanti occasioni di riflessione allo studioso di estetica, al narratologo e, ovviamente, al sociologo della cultura. Questo perché la pornografia è l’ultimo dei generi della cultura popolare che prospera ancora in un regime di semiclandestinità, fruitiva e critica; e anzi la clandestinità è forse uno dei requisiti essenziali della pornografia. A differenza di altri generi popolari quali il giallo, la fantascienza, il western ecc. , un tempo disprezzati e ora accolti senza remore tra le arti, se e quando sarà stata del tutto emancipata da questo stato di peculiare emarginazione, la pornografia rischia invece di scomparire come tale, perché non ci sarà più alcuna soglia del pudore da oltrepassare. Continua a leggere

Cosa vogliono fare questi artisti?

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La semiosi confusa delle avanguardie e il simbolismo primitivo.

La semiotica è la scienza dei segni, cioè delle parole. Una sorta di semiotica, prima che si concretizzasse nei codici linguistici, era la funzione di alcune figure retoriche come la metonimia (la qualità per la cosa), la sineddoche (la parte per il tutto) e la metafora (una cosa per un’altra cosa). In maniera più diegetica, cioè impiegate in forma narrativa, ci sono poi l’allegoria, l’emblema e il simbolo, che istituiscono un rapporto di significazione più o meno preciso tra veicolo (ciò che si dice o si vede) e tenore (ciò a cui ciò che si vede rimanda). Continua a leggere