Breve traccia del sublime 3: linguaggio e “cosmi”.

After Magritte

Leonardo Terzo, After Magritte, 2015

Ricorre l’idea che nominare equivale a possedere. Che cambiare nome alle parole equivalga a cambiare la realtà. Poiché in realtà ci sono innumerevoli lingue, vorrebbe dire che ci sono innumerevoli realtà ontologiche oltre che antropologiche? Vorrei chiedere per esempio a Michel Foucault: se cambiamo nome alla catena di montaggio, e la chiamiamo UTE, cioè Unità Tecnologica Elementare, diminuiremo di un grammo la fatica di chi ci lavora? E se la parola trasforma il caos in cosmo, poiché ci sono più lingue, quanti “cosmi” ci sono? Di fatto ogni colonialismo prima si impadronisce dei territori, con cannoni e occupazioni, e poi cambia i nomi delle strade e delle piazze. Continua a leggere

Breve traccia del sublime 2: il bello come sublime catagogico.

vecchia casa 11Anna Paschetto, La vecchia casa dei Nazzarotti, 2003

Si può sostenere che già il bello contiene un cenno alla trascendenza, in termini di concezione stessa della bellezza come intuizione e istituzione di un appagamento percettivo che nell’armonia individua e stabilisce la capacità di congiungersi, rapportarsi ed evidenziare la correlazione dei materiali del mondo nel formalismo della forma. Continua a leggere

Breve traccia del sublime, ovvero verso il sublime contemporaneo

VUOTO

Leonardo Terzo, La filosofia della differenza, 2016

Origini, mutazioni e razionalizzazioni del concetto e della sua prassi.

Datazione del Peri ypsous, dello Pseudo-Longino: prima metà del primo secolo d. C. Pubblicazioni moderne: Basilea, 1554, di Francesco Robortello; Parigi, 1674, di Nicolas Boileau. La discussione è sempre conflittuale. Nel primo caso lo Pseudo-Longino tratta l’argomento usando una terminologia e una concezione retorica. Il conflitto è tra la precisione razionale contro la suggestione della parola e la commozione dell’animo. Continua a leggere