COMMUNICATION MIX?! COSA?! (pardon, WHAT?!)*

di Silvia Monti
per Hic Sunt Group

Si sa che la merchant bank ha il trader al commodity desk che gioca sui future. Invece il target del trend usa il brand nella corporate identity, sebbene client oriented. Ma un mix di communication auditing e marketing va avvolto in un packaging per la visual identity nell’open space dello showroom.

Se siete in internet l’url per il trackback del post tocca il link con lo sponsor che contribuisce al budget come outsourcing. A patto di non confondere il media building con la spot architecture, cause related con le invested relations degli stakeholders.

Il design del merchandising, il logo, il lettering, la shopping bag, il corner espositivo con la sua displaystica, su su fino al look dell’headquarter col suo layout e l’internal setting, non sono consumer benefit, ma una global size impression, opposta alle sales promotions below the line, come il gift, immediato o differito, a prezzi di duty free.

A sua volta l’effetto Veblen è un asset che implica un decision making opposto sul paradigm shift del worth of money persino nel milieu fisico del medium.

Implementare l’agenda setting sul direct marketing aprirà al goodwill o porta al cul-de-sac di un payoff senza leadership? Occorrerà uno switch della performance? O si rischia di perdere anche la heritage di ogni new deal della customer satisfaction? In tal caso non c’è brief o tone of voice che tenga e nemmeno employee satisfaction.

E il background, il backload, il backselling e il back to back? Oversell dell’output? X-inefficiency?  Low profile please!

Tutto chiaro?! You’re going with a swing!

* Avvertenza grammaticale. In italiano i termini stranieri sono indeclinabili nel numero (a meno che si usino già solo al plurale come i fans). Nel genere concordano con l’equivalente del significato italiano, perciò per esempio: la bank, cioè la banca, ma il novel, cioè il romanzo.

 

 

 

 

 

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