Leonardo Terzo, Critica e democrazia

Leonardo Terzo, Magritte e io, 2018

La forma e i contenuti dell’arte possono essere considerati inseparabili dal punto di vista estetico, ma anche separabili da altri punti di vista.

Se Bourdieu vede l’arte come maschera del potere, è implicito che sia alla ricerca di ciò che c’è sotto la maschera, per svelare lo scopo del mascheramento come forma di inganno sociale e politico; se Frye, oltre la rilevanza della singola opera, individua e sottolinea la sua posizione e rilevanza nella visione totale dei generi come “ordine di parole” di una civiltà umanistica, letteraria e non;  in entrambi i casi si possono condividere o negare le finalità di quelle considerazioni, ma si possono comunque accogliere nella varietà di utilizzazioni a cui l’arte si apre e si presta.

Sebbene Bourdieu e Frye, come ogni altro sostenitore di metodologie critiche e interpretative, mettano in evidenza una particolare finalità di tali utilizzazioni, la pluralità dei fruitori delle arti può attingere di volta in volta a quell’aspetto che ogni tipo di critica e interpretazione mette a disposizione di tutti.

I canoni e le tradizioni si mantengono o si rinnovano o si smantellano, ma ogni fruitore può cooperare a queste evoluzioni. La critica può sostenere di volta in volta un tipo di arte, ma sono i fruitori che a loro volta determinano il prevalere di un metodo o l’altro, di un genere o l’altro. E mai come ora che viviamo nell’epoca della blogosfera.