Il gioco della nazionale di Mancini: masturbazione calcistica.

L’Italia ha finalmente battuto la Polonia per 1 a 0 nei minuti di recupero. I telecronisti, fino al gol, si sono sprecati nell’elogiare il gioco italiano sebbene sterile, senza saper spiegare perché mai, se giocavano così bene, non riuscivano a fare la miseria di un gol. E del resto l’Italia di Mancini non aveva mai vinto, e non aveva mai segnato più di un gol, se non in una partita amichevole con l’Arabia Saudita.

La ragione per cui la squadra non segna è che non tirano in porta quasi mai, perfino con una squadra nettamente inferiore come la Polonia. Non ci vuole molto a capire che il tipo di gioco voluto (o no?) da Mancini è fatto al 99 per cento di passaggi indietro.

Il massimo perverso brocco in questo senso è Verratti, ma anche gli altri non scherzano. La concezione perversa cui siamo arrivati fa sì che Verratti viene creduto un bravo calciatore. Il suo gioco peraltro dimostra che il difetto non è nei piedi, ma nella testa.

Conclusione: il gioco dell’Italia di Mancini ha tutti i crismi della masturbazione calcistica.