Arte e comunicazione 6

 

Arte e comunicazione 6

Con il costituirsi autonomo della consapevolezza estetica, la complessa realtà gnoseologica e ontologica dell’arte apre a innumerevoli punti di vista ed interessi.

Riguardano per esempio: il grado di consapevolezza della creatività; il rapporto tra dimensione conoscitiva e responsabilità etica dell’invenzione; la plausibilità e l’affacciarsi di un ruolo sociale autonomo per l’educazione e la crescita; l’apporto come strumento interpretativo, e anche “razionale”, della sensibilità.

E’ tutto un aprirsi di responsabilità derivanti dall’affermazione dell’autonomia. L’estetica emerge e si costituisce con un carico di problematica ignoranza e istintuale ottimismo realizzativo.

Da un punto di vista esistenziale, l’artista, scagliato nel mondo come fosse la prima volta, deve indicare e scegliere un orientamento nella capacità del divenire: tra il gusto e il giusto, tra subordinazione e dominio, tra indagini sul presente e orizzonti del futuro, tra soggettività e apertura, tra universalità e costume, tra lo specifico del distacco e la collocazione antropologica.

Per noi oggi sarebbe la condizione di ogni uomo, ma a suo tempo fu la condizione di un uomo nuovo: la nascita e l’indipendenza dell’uomo estetico. Diventa inevitabile allora la latente ontologia della novità, che non tarda a costituirsi come ontologia dell’avanguardia, perché l’artista è una specie nuova, che vuole osservare il mondo intorno a sé come per la prima volta. L’ideale cede all’individuale. E l’individuale ha la facoltà di apparire originale e inaudito.

Ironicamente però la novità e l’originalità, all’inizio, sono state i caratteri del realismo, come per Courbet e i realisti italiani dell’800, di cui vediamo qui il piccolo spazzacamino (di Angelo Inganni?); perché la realtà, nell’arte, fino allora era stata quella dell’aristocrazia e della borghesia che la sostituì nell’immediato.

La critica sociale del realismo mostra spesso una realtà miserabile, che non ha bisogno di trasposizioni formali, perché è sufficiente mostrare la condizione di coloro a cui prima la pittura non dava esistenza. Si può dire che i realisti stanno sul presente fino allora ignorato, mentre le avanguardie proietteranno nel futuro le loro intenzioni, cercando di dare visione dell’ignoto o del non ancora.

Angelo Inganni (?), Piccolo spazzacamino.