Arte e comunicazione 7

Leonardo Terzo, -ismo, 2018

Arte e comunicazione 7

L’avanguardia ha un intento alternativo per uscire da ciò che ritiene il conformismo generato dal potere dominante. Il suo realizzarsi si pone come trasposizione simbolica di problematiche storiche e sociali, ma anche epistemiche, di necessità limitanti, e per ciò stesso incentivo al rinnovamento.

Il realismo trova una concretezza, sempre esistita, ma ignorata nella dimensione estetica. La sua spinta all’innovazione è quindi un recupero della razionalità illuministica e positivista, ma più democraticamente diffusa.

La differenza fra la spinta innovativa del realismo e quella delle avanguardie è anche che la prima ha un referente specifico, chiaramente critico del presente politico e sociale; la seconda non lo ha ancora in modalità definite, e per questo è insieme più aperta e problematica.

Potrebbe essere la differenza fra sociologia ed epistemologia: la prima cerca uno sbocco significativo nella politica, la seconda si muove problematicamente tra vari elementi di consapevolezza e aleatorietà, non alieni comunque da un substrato ideologico di verità e giustizia.

Peraltro in entrambe le dimensioni, sociale e artistica, si crea di fatto una reciproca ostilità e diffidenza tra arte e società. Talvolta con sfumature anche satiriche da parte degli artisti, e con aperture alle arti applicate, esemplate dal movimento inglese Arts and Crafts di William Morris e dalla critica di John Ruskin. Si opponeva così alla produzione industriale una produzione artigianale, che allineava gli ideali estetici alla vita pratica quotidiana; ideali estetici che le classi dominanti avevano da sempre applicato alla vita tramite l’architettura.

Il termine impressionismo designa una reazione sensibile che privilegia la dimensione visiva, il che sarebbe ovvio, ma la dimensione visiva può essere a sua volta “interpretata” praticamente in vari modi e valutazioni: dall’apprezzamento en plain air a partire da Gauguin e Van Gogh, all’ironia pointillé del neoimpressionista Seurat, all’adozione seria delle tecniche di colorazione e divisione del divisionismo italiano, fino alla svalutazione “retinica” del visibile perpetrata da Wahrol.

L’evidenza della natura è inizialmente apprezzata come tale, ma poi viene superata in varie direzioni e tecniche consapevoli. La consapevolezza è infatti la questione che collega politicamente e tecnicamente la realtà sociale e naturale alle nuove problematiche propriamente estetiche.

In certe opere come “L’urlo” di Munch, tutto ciò può apparire evidente, ma ogni evoluzione del postimpressionismo inventa la sua soluzione, così che i contenuti sono superati e sopraffatti dalle invenzioni formali: simboliste, suprematiste, cubiste, astrattiste, e si capisce che in questi superamenti prolifici consiste ormai il senso dell’arte.