Leonardo Terzo, Sociologia ed estetica: identità e requisiti dell’arte.

Leonardo Terzo, Esempio, 2019

Sociologia ed estetica: identità e requisiti dell’arte.

Per alcuni la sociologia dell’arte sembra potersi occupare anche solo di come l’arte funziona nella società e prescindere dai giudizi di valore. Questo non è possibile, perché l’arte nella società è tale proprio perché è qualcosa che intrinsecamente è portatore di valore.

Quindi e infatti, tutti i suoi rapporti con ogni aspetto sociale sono determinati anche e primariamente dal valore che i fruitori attribuiscono alle opere. L’arte cioè è tale in quanto la identifichiamo come opere che sono e significano non solo il loro significato, ma anche il loro valore estetico. Anche quando le opere non sono apprezzate.

Infatti l’arte non è tale perché esteticamente valida, anche se questo è il suo intento, ed è ciò che gli dà identità, ma perché istitutivamente si pone questo compito. Il compito è realizzato anche quando l’opera è brutta, appunto perché anche la bruttezza è solo un grado, per quanto negativo, di identità estetica.

L’identità estetica diventa così il proposito implicito nella natura delle opere. Il voler essere bella rende l’opera artistica, anche se i fruitori ritengono che lo scopo non è stato raggiunto. Ciò che conta è l’intento, che è sempre certo, e non la riuscita dell’intento, che è sempre opinabile.

Perciò l’intento di fare l’arte prevale sul consenso alla sua riuscita. L’intento si riconosce anche come semplice enunciazione, mentre la riuscita può essere sempre discutibile. E a questo punto, essendo opinabile, non è necessaria.