Jacques Barzun, La parola “uomo” e i suoi usi e significati. Quinta puntata.

Jacques Barzun, La parola “uomo” e i suoi usi e significati.
Quinta puntata.

Un’altra statista del XVI secolo degna di mota è Luisa di Savoia (anch’ella sposa quattordicenne) senza la quale, dal momento che la linea di successione era incerta, il figlio Francesco I non sarebbe divenuto molto probabilmente re di Francia. Luisa adorava quel giovane vanesio e compiaciuto, e impiegò il suo genio diplomatico al punto di riuscire a fargli ottenere il trono. Una volta insediatosi, Francesco si rivelò essere un monarca non deprecabile. E allora, perché Luisa non viene citata nei testi di storia tra coloro che hanno contribuito all’investitura del re? Ed ella d’altronde non viene nemmeno menzionata come negoziatrice del Trattato di Cambrai (1529), che mise fine alla guerra franco-spagnola, ed è diventato presto noto come pace delle Due Dame, poiché a rappresentare la Spagna vi fu un’altra donna, Margherita d’Austria o d’Asburgo, zia di Carlo V. Elisabetta d’Inghilterra ha già ricevuto quanto le spetta e non vi è certo alcun bisogno di ricordare la sua eccelsa arte del temporeggiamento e della neutralità, ma dovrebbe essere ricordata anche come una delle intelligenze più colte del tempo, un personaggio che tradizionalmente sarebbe stato definito virile, e come esperta tessitrice di pubbliche relazioni.

Si potrebbero menzionare innumerevoli altre donne di spicco della politica del XVI secolo, ma basterà citarne una sola, quella Caterina del cui matrimonio s’è detto in precedenza. La sua reputazione ha sofferto del fatto che ella ha servito interessi che oggi non condividiamo; infatti come regina e poi regina madre di Francia seguì una politica che permise di conservare i privilegi reali e l’integrità del regno. Caterina affrontò fazioni efferate, inclusi i protestanti ugonotti, e lei sola viene ritenuta responsabile del massacro della notte di san Bartolomeo, anche se in realtà non è affatto chiaro se la responsabilità sia stata effettivamente sua; pochi inoltre sanno dell’esistenza della “micheliade”, ossia del massacro dei cattolici da parte degli ugonotti durante la festa di san Michele. (Da leggere Cathérine de Medicis di Balzac, opera solo in parte romanzata.)

I diversi italiani che trovarono posto alla corte di Caterina erano mal visti in quanto stranieri, tuttavia la loro influenza, sotto l’egida della sovrana, introdusse nella vita francese diverse raffinatezze provenienti dalla madrepatria. (Una traccia peculiare della loro presenza è ancora visibile nella lingua francese. Apparentemente per imitazione della parlata degli italiani a corte, divenne di moda pronunciare le r come fossero s, di conseguenza il francese chaire, “sedia”, da cui deriva anche l’inglese chair, è divenuto oggi chaise.)