Jacques Barzun, La parola “uomo” e i suoi usi e significati. Settima puntata.

Jacques Barzun, La parola “uomo” e i suoi usi e significati. Settima puntata.

La controparte inglese di Louise Labé, Lady Pembroke è stata talmente celebrata, al punto da essere accolta da Edmund Spencer nella cerchia dei grandi poeti a lui contemporanei. Nota con il nome di Urania (la musa dell’astronomia), era una mecenate di poeti e drammaturghi, e insieme al fratello Sir Philip Sidney mise in versi i salmi (si ritiene inoltre che sia stata lei a introdurre una nota femminista nella sua Arcadia e a correggere i passi ritenuti “troppo liberi”).

Non bisogna supporre che il talento artistico e l’abilità manageriale si manifestassero o potessero essere messi in evidenza soltanto dalle donne delle classi elevate, per il semplice motivo che tutte le donne citate, eccetto una, appartengono alla nobiltà. Ci furono, ci sono sempre state, centinaia di donne di tutti i ranghi che governarono (e a volte tiranneggiarono) il loro entourage, così come ve ne furono centinaia di altre che scrissero, accompagnarono con il canto i loro componimenti, oppure praticarono qualcuna delle arti decorative. La concezione secondo la quale il talento e la personalità nelle donne sono stati repressi per i cinquecento anni passati, fatta eccezione, naturalmente, per gli ultimi cinquanta è del tutto fasulla. E non fu certo negata loro un’educazione o le opportunità per migliorarsi; la ricchezza e la posizione certo favorivano le occasioni, ma questo accade tuttora o tende ad accadere. La verità è che le questioni riguardanti la libertà non possono mai essere liquidate con un “tutto o niente” e qualsiasi valutazione deve essere fatta su basi comparative. Inoltre singoli casi dimostrano che ciò che avviene in una cultura differisce sempre lievemente dalle aspettative generali: le possibilità concrete sono infatti sempre superiori di quanto le consuetudini lascerebbero supporre.

Un metro per giudicare lo stato delle donne è valutare quello degli uomini loro contemporanei. Nella società gerarchica del XVI secolo vennero anch’essi privati tanto dell’educazione, quanto della possibilità di esercitare il loro talento o dei mezzi per poter fuggire dai luoghi angusti in cui tribolavano; vi era quindi una scarsa o nulla mobilità orizzontale, figuriamoci poi mobilità verticale. Nel Rinascimento l’impossibilità di salire i gradini della scala sociale fu molto maggiore rispetto al passato, a causa del diminuito prestigio del clero. Il Medioevo aveva offerto anche al ragazzo della più umile estrazione sociale la possibilità di ricevere un’educazione ed elevarsi fino ad alte cariche della Chiesa e dello Stato; dopo la Riforma, invece, furono sempre più i laici ad occupare quelle cariche. Quella che, nel XIX secolo, John Stuart Mill definì “la sottomissione delle donne” fu quindi accompagnata dalla sottomissione degli uomini. E poiché Mill aveva in mente la propria società, in cui diverse donne riuscivano a mettersi in luce nella vita pubblica e ad acquisire potere, un metro di giudizio più efficace potrebbe essere paragonare le loro condizioni a quelle delle donne nei Paesi Islamici.