Fruizione e regressione

La natura interpretativa della fruizione dell’arte, ancora prima della cosiddetta morte dell’autore, implica appunto la collaborazione del fruitore, sia che l’interpretazione coincida con l’eventuale interpretazione dell’autore o meno.

La natura dell’arte consiste anche nella polisemia e quindi, per così dire, nella poli-fruizione. Inoltre la fruizione della costituzione sensibile dell’opera ne fa un’esperienza peculiare, la cui condivisione è per lo meno problematica, o semplicemente ipotetica.

Peraltro la non comprensione dell’arte si manifesta normalmente con il rigetto attuato con la non-fruizione, o con una fruizione non estetica.

Per esempio: se guardo le scatole o i barattoli di Wahrol, vedo scatole e barattoli, e non mi passa nemmeno per l’anticamera del cervello di vedere dell’arte. Chi li vede come arte penserà che io stia perdendo una specifica esperienza estetica, e mi compiangerà, come io compiango lui perché penso che la sua esperienza sia invece regressiva e illogica (stupida?).