Arte: percezione e interpretazione.

Se ciò che viene individuato dall’iconologia è l’identità delle cose rappresentate, per cui una madonna con bambino è sempre una madonna con bambino, tanto dipinta da Leonardo quanto dipinta da Raffaello, lo stile invece, per cui un ritratto di Leonardo è diverso da uno di Raffaello, che cosa significa? Che cosa ci dice?
C’è chi distingue la percezione dall’interpretazione. Ma cosa si percepisce e che cosa si capisce? Lo stile si percepisce soltanto, mentre l’identità delle cose si capisce anche, dopo aver percepito i significanti che la significano in qualsiasi stile.
Lo stile sarebbe fruibile coi sensi e non con l’intelletto. Tuttavia, pur senza una comprensione intellettuale siamo indotti ad avere una reazione non epidermica,  non del tutto priva di significato. O forse possiamo distinguere e descrivere, per quanto approssimativamente in parole, l’effetto che lo stile ha su di noi tramite i sensi.
Nell’arte questo effetto è in realtà la cosa più importante. Più importante del significato iconologico. Ci sono stili di pittura, come quella figurativa dal Rinascimento in poi, in cui lo stile è importante come la rappresentazione, ma col modernismo lo stile diventa più importante della rappresentazione, per esempio nei quadri di Morandi o di Picasso.

Nell’astrattismo infine, la rappresentazione non c’è, e rimane lo stile. Verificando cosa dicono i fruitori, critici di professione o no, possiamo avere un suggerimento su come affrontre la questione.