Che cos’è la letteratura 1.

Emporio Porpora, Nuvole 1, 2012

di Leonardo Terzo

Con un’espressione tautologica si deve dire che la letteratura è tutto ciò che viene usato come tale. Questa tautologia illustra immediatamente la relatività storica della nozione di letteratura, e il fatto che la nozione di letteratura che cercheremo di delineare è quella possibile qui ed ora, nella cultura occidentale all’inizio del ventunesimo secolo. Comunque usare qualcosa come testo letterario implica in primo luogo che sia fatto di lettere, cioè sia scritto in caratteri alfabetici. Infatti da ‘lettera’ (latino: littera) deriva ‘letteratura’. Ma poiché anche testi che non consideriamo letterari sono scritti in lettere, dobbiamo dire che, almeno dal ‘700 in poi, per letteratura si intende la “letteratura d’invenzione”. Questa espressione, a sua volta, serve a distinguere il significato che ci interessa da altri usi del termine, per esempio quello che indica la bibliografia esistente su un certo argomento: così “la letteratura sui trapianti di organi” indica tutti gli scritti non d’invenzione che trattano l’argomento dei trapianti. Ci sono poi altri usi del termine letteratura. Per esempio Benedetto Croce lo usa in senso spregiativo: chiama “poesia” le opere di valore sia in versi sia in prosa, e chiama “letteratura” le opere che non sarebbero riuscite a elevarsi al livello di vera poesia. Leggi tutto “Che cos’è la letteratura 1.”

Quattro a zero: Prandelli da cacciare, di Niccolò Morro.

Nella prima partita con la Spagna un’Italia timorosa stava sulle sue, molto chiusa al centro, e soprattutto correva il doppio degli spagnoli, per supplire al minor controllo di palla. Dopo la vittoria con la Germania, in una partita che non a caso aveva avuto lo stesso andamento iniziale con l’Italia molto coperta in difesa, in questa partita Prandelli ha creduto di poter imitare gli avversari. Forse i nostri si sono montati la testa, sta di fatto che sono stati gli spagnoli a correre il doppio di noi, a chiudere in tre su Pirlo e in due su ogni altro. Anche Balotelli aveva quattro controllori, non perché lo temessero, ma perché comunque era solo con tutta la difesa avversaria. Grazie alla presunzione dei tedeschi, abbiamo creduto che i due gol fossero invenzioni personali invece che buchi della difesa tedesca. I buchi questa volta erano nella nostra, acciaccata, sgonfia e non protetta. Inoltre imbottita di invalidi: De Rossi, Cassano, Chiellini, Thiago Motta, e gli altri comunque mai capaci di smarcarsi, fermi come paracarri. Dopo il primo gol hanno smesso di correre anche gli spagnoli: non ne valeva la pena. Si sono limitati a fare scientificamente fallo ogni volta che gli italiani si avvicinavano alla loro metà campo. Quando hanno messo poi una punta hanno fatto facilmente il terzo e il quarto gol. Ripeto ciò che avevo scritto con l’Inghilterra: squadra mediocre, tattica disastrosa, perché presuntuosa. Prandelli da cacciare.

P.S. Avevo scritto anche che con la Germania avremmo potuto prenderne quattro. Abbiamo solo rimandato di una partita.

 

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Intervista col neologo 7.

Emporio Porpora, Questo viso non mi è nuovo, 2012

Intervista col neologo 7

Si, si. Parliamone se vuole.
Tutto rifulge
Vetrinistar smaltato,
E a nuoto, le palle di vuoto
Più importanti d’Europa.
Intento contemporaneo mobail.
È inglese.
Applausi eventuali
Corse sotto gli occhi
Mise en dream
Per estuari di prelievo.
Ma è populismo? Anche questo.
Perché il monumentale
Vuol essere…
Fatale? Cambiale? Galante?
Tautologico?
Si. Forse. Ma non spesso.

 

That’s ridiculous I never met him, stood near him and I doubt we phone tracker app ever were in the same zip code but because of what he’s done for my life, he’s my friend

Nuova lezione ai tedeschi, di Niccolò Morro.

Finalmente Balotelli ce l’ha fatta. I tedeschi l’hanno preso sotto gamba, ingannati dalla precedente inesistenza, e lui così  li ha affondati con tutta calma. Non erano palle difficili, ma, come con Spagna e Croazia, poteva anche non venirne fuori nulla. Come non è venuto fuori nulla dalle quattro o cinque palle gol che Marchisio e  Di Natale hanno sciupato nel secondo tempo. Peccato, perché un bel sei a zero avrebbe messo a tacere i tedeschi per qualche anno.

La partita finisce in pratica al 34 del primo tempo, dopo di che c’è stata solo patetica e confusa testardaggine dei tedeschi, nonostante l’aiutino del rigore, e altrettanta fatica e poca lucidità dell’Italia. La partita, sul piano tecnico, l’hanno vinta Cassano e Montolivo coi due passaggi gol, sul piano atletico l’ha vinta la difesa. Speriamo che la fatica non si risenta nella finale.

Questa volta Prandelli ha avuto ragione sulla scelta di Balotelli e Cassano, bisogna riconoscerlo. Questo depone a favore della sua fortuna, che è più importante della bravura. Anche Napoleone sceglieva così i suoi generali. Speriamo che duri, almeno un’altra partita.

The 128,000-student district had projected an $80 million funding gap for reveal this the 2015-16 school year

Portogallo-Spagna, di Niccolò Morro

Portogallo-Spagna ribadisce lo scarso livello di questi europei. Nel primo tempo la Spagna ripete i risaputi passaggetti senza sbocchi, vanificati anche dalla maggior forza atletica degli avversari. I portoghesi prevalgono negli anticipi, ma poi si incartano da soli perché sembrano voler imitare gli avversari persino ad un livello tecnico più alto, letteralmente, perché mentre la Spagna scambia raso terra, il Portogallo pretende di scambiare con un palleggio alto, molto più difficile e dispendioso. Quindi si neutralizza più o meno da solo. Pochissime occasioni, mi pare: una per la Spagna, un paio per il Portogallo, sempre su svarioni a centrocampo o al limite dell’area. Noia quasi totale nonostante la suspènse intrinseca alla situazione da semifinale. Le squadre si impegnano, ciascuna a suo modo, ma proprio non ottengono niente, perché i fondamentali tattici sono controproducenti.

Secondo tempo anche peggio. Sembra che giochino a tamburello, ogni tiro è un passaggio all’avversario. Emerge la broccaggine mesta di Almeida, grande, grosso e sprecone, copia barbuta di Balotelli. Non succede quasi più nulla, finché al 90° Ronaldo conferma di essere un brocco che sa correre e basta, perché, solo nell’area piccola, butta il pallone alle stelle.

Supplementari: ora sono alla pari perchè neanche il Portogallo corre più. Ad ogni modo gioco non pervenuto, finché al 103° dopo una serie di buchi dei portoghesi, Iniesta può tirare a colpo sicuro, ma colpisce il portiere. Al 110° tutto si ripete: altri buchi del Portogallo e altro spreco spagnolo. Poi ancora al 114°. Il Portogallo non ne ha più e i giochini al rallentatore della Spagna vanno a buon fine, ma non arrivano in porta per difetto di propensione al tiro. Andrebbero eliminate entrambe, ma ai rigori vince la Spagna.

Bollinger, involving the university of michigan, the court upheld https://samedaypaper.org affirmative action in college admissions in principle and supported the idea that using race to promote classroom diversity was a permissible goal

Europei. Abbiamo vinto! di Niccolò Morro

Abbiamo vinto, ma la quadra è penosa, la tattica vergognosa, e Prandelli è da cacciare. Eppure alla fine dei novanta minuti l’Italia aveva sprecato sette palle gol, cinque con Balotelli e almeno altre due con De Rossi. Ma De rossi non ha il compito di segnare. Gioco lento sempre intasato al centro. La maggior parte dei nostri passaggi era indietro. Per fortuna gli inglesi, ammucchiati davanti alla loro area, non hanno mai saputo fare il contropiede nelle due o tre occasioni in cui avrebbero potuto.

Ciononostante Buffon ha dovuto salvare la partita con due parate strepitose o fortunate. All’inizio dei tempi supplementari quando ormai sapeva di non poter essere sostituito, Balotelli non ha più nemmeno fatto finta di giocare con gli altri, e si è messo a tirare da lontano appena arrivava la palla. Poi non ha più fatto neanche quello. Vista la fortuna che abbiamo avuto ai rigori, con la Germania tutto è possibile. Anche prenderne quattro.

 p.s. Su Francia-Spagna di ieri, quasi tutti i commenti si sono sperticati in lodi ai vincitori. Ma prima o poi si sono lasciati sfuggire che è stata la partita più noiosa mai vista. La Spagna avvilisce il gioco facendo registrare alle statistiche quasi mille passaggi e un solo tiro in porta: quello del gol, di testa incontro ad un cross fatto in tutta tranquillità, perché Debuchy (presunto campione già adocchiato dai gonzi italiani) è inciampato su se stesso.

L’azione del gol spiega meglio di tutto cosa è accaduto: i francesi inesistenti, come l’Inghilterra con noi, hanno regalato la partita; alla Spagna non è restato che ringraziare del dono e vincere. Ciononostante prima di perdere i francesi hanno avuto due o tre occasioni dove Benzema e Ribery si sono trovati, quasi contro voglia, in contropiede due contro due, in una metà campo pressoché libera, e hanno sciupato passando la palla ai difensori. Non ha vinto il migliore, ha perso il peggiore.

 

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