Agli Europei l’Italia passa il turno: penosamente, ma ce la fa, di Niccolò Morro.

Tutto è bene quel che finisce bene. Persino Cassano e Balotelli hanno fatto gol, e, incredibile, nella stessa partita!!! Poiché la fortuna è sempre un fattore determinante nel calcio, c’è da ben sperare, anche se il gioco è stato persino più penoso del solito.

Forse perché la Spagna coi suoi giochetti aveva fatto all’Irlanda, lenta in difesa, quattro gol, Prandelli deve aver cercato di imitarla, con un gioco stretto al centro di passaggetti inutili e senza mai tirare.

A Balzaretti deve essere stato raccomandato di evitare di andare sul fondo a crossare, l’unica cosa che sa fare. Così tutto il suo correre era sprecato, peggio di Giaccherini. Il gol infatti è venuto da un calcio d’angolo. La differenza tra l’Irlanda è noi è che in quell’unica occasione a noi la palla di Cassano rocambolescamente è entrata, mentre a loro più di una volta è andata male.

Al 90°, appena l’Irlanda è rimasta in 10 per l’espulsione di Andrew, abbiamo raddoppiato, ma abbiamo corso qualche pericolo persino sul 2 a 0. La squadra, come ho già scritto, è scarsa, fatta con scelte molto opinabili, ma a dire il vero tutte le squadre in questi campionati sono al di sotto delle aspettative. Persino la Germania ha corso dei rischi, perciò c’è da aspettarsi l’imprevedibile, come la vittoria della Grecia nel 2004. Se è così, c’è speranza anche per noi. Naturalmente sto scherzando.

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La ricezione e i modelli di lettore

Leonardo Terzo, Lettore invisibile, 2002

La lettura introduce al problema del cosiddetto “lettore modello” che, secondo le varie versioni della teoria della ricezione, il testo costruirebbe attraverso segnali più o meno espliciti in esso contenuti. Il lettore modello ovviamente non coincide col lettore empirico, ma non è nemmeno tenuto ad uniformarsi ai desideri di comunicazione dell’autore (implicito), a meno che non sia esplicitamente nominato e descritto dal testo stesso. Leggi tutto “La ricezione e i modelli di lettore”

Le dimensioni dell’arte e la metodologia scientifica.

Leonardo Terzo, Evening, 1997

Hippolyte Taine (1828-93), tanto per fare un nome, riteneva si dovesse e si potesse applicare alla comprensione delle opere d’arte una metodologia scientifica. E in linea di principio ciò sembra un’idea plausibile se non auspicabile. Ma vediamo in concreto in cosa consisterebbe. Le opere d’arte, come del resto anche tanti altri manufatti pratici e prodotti intellettuali (messaggi), hanno più dimensioni che a loro volta hanno una natura varia. Leggi tutto “Le dimensioni dell’arte e la metodologia scientifica.”

L’Italia non sa vincere: qualificazione a rischio, di Niccolò Morro.

Nel calcio non si vince ai punti. L’unico modo è fare gol, o meglio: fare almeno un gol più degli avversari o prenderne uno in meno.

Perciò la prima mossa strategica è difendere la propria area e poi vedere come costruire il resto. A sua volta però tutto il gioco di squadra resta sterile se non c’è qualcuno che alla fine riesce anche a segnare. Nell’Italia di Prandelli le vere punte (con l’innato fiuto del gol) sarebbero tre: Balotelli, Di Natale e Borini. Cassano e Giovinco sono mezze punte o rifinitori. Finora la formazione di partenza prevedeva Balotelli e Cassano: il primo è stato inesistente e il secondo non ha l’istinto della punta: oggi un paio di volte ha cercato di passare anche quando avrebbe potuto tirare.

Anche in questa seconda partita, finché c’è stato fiato, si sono create diverse occasioni da gol, purtroppo fallite. Ci ha pensato Pirlo a inventare una punizione imprendibile, dopo di che la Croazia si è messa a correre, prevalendo fisicamente, ma non avrebbe comunque pareggiato se non approfittando di un nostro errore difensivo, sempre possibile nel calcio.

Resta l’impressione di un’Italia mediocre, che regge per una saggia disposizione tattica in grado di proteggere la difesa e un grande impegno di tutti in copertura. Gli avversari hanno capito che la fonte del nostro gioco è l’inarrivabile Pirlo, che viene perciò marcato con più assiduità del solito. Oltre all’ectoplasma Balotelli, altri non sono in forma: per esempio Maggio che s’impegna, ma rende al di sotto delle sue possibilità.

Tutti gli altri fanno quello che possono, ma si sa che Giaccherini sa solo correre; Cassano è reduce da guai fisici, anche se fa del suo meglio, e gli altri non sono geni. Nella mediocrità generale è invece emerso Marchisio, che unisce un po’ di bravura a un grande lavoro. Di Natale, anche stavolta, è stato impiegato alla fine ma, mai servito, anche lui non è riuscito a far niente di buono.

Come detto la disposizione molto coperta, l’impegno e l’attenzione tattica in tutti o quasi ci salvano da figure peggiori. C’è da chiedersi quanto potremo durare, ma nel calcio tutto è possibile. Come ho detto dopo la partita con la Spagna: ci tocca sperare in Borini?

 

 

L’Italia ai campionati europei di calcio, di Niccolò Morro

L’Italia ha pareggiato con la Spagna Campione d’Europa e Campione del Mondo in carica. Di ciò si può dire sia bene, come stanno facendo quasi tutti, sia male, come sarebbe forse più realistico.

Io non stimo la Spagna nonostante le vittorie, perché credo che sprechi l’enorme perizia tecnica dei suoi giocatori con una tattica pretenziosa e poco efficace. In sostanza vogliono arrivare in porta con la palla invece di tirare. E ciò facilita le difese avversarie. L’Italia infatti apparentemente poteva subire tre o quattro gol, ma il fatto che la Spagna non li abbia segnati, più che testimoniare dell’impegno e della bravura della nostra difesa, che pure è da elogiare, è l’effetto dell’intestardirsi spagnolo in un fraseggio strettissimo, che complica invece di favorire la via al gol.

Questa Italia è squadra mediocre dal punto di vista tecnico, ma qualsiasi Italia, nel suo DNA, è tatticamente superiore a chiunque, e quindi in grado di battere chiunque persino con un selezionatore che non è un genio come Prandelli. Che infatti ha fatto quasi le scelte peggiori, soprattutto in attacco. Comunque anche l’Italia avrebbe potuto segnare altri tre o quattro gol: un secondo con Di Natale, con Motta e poi con Marchisio, e ovviamente con Mario Balotelli.

In passato avevo scritto che, di Balotelli, Gianni Brera avrebbe detto che “va operato al cervello”. Per dire che ha grandi qualità tecniche nel trattamento della palla, ma, quanto a gioco di squadra, non sa cosa sia. Infatti è stato passivo per tutta la partita, poi si è conquistato da solo la palla del gol impossibile da sbagliare, ma ha trovato il modo di sbagliarlo per qualche ragione misteriosa, certamente connessa al fatto che deve fare tutto da solo, nel bene (quasi mai) o nel male (quasi sempre).

Troverà il coraggio Prandelli di lasciare fuori Balotelli e Cassano? Chi avrebbe mai detto che sarei stato costretto a sperare in Borini!

 

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