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di
Blore Smith Un recente libro di Martin Amis sui crimini di Stalin (Koba the
Dread: Laughter and the Twenty Million) è stato criticato perché sembra attribuire quasi esclusivamente al
dittatore la responsabilità degli orrori dei gulag, laddove invece: “It was the product of institutions, of
bureaucracies, and above all individual choices and decisions of millions of people.” (Anne Applebaum, “The
Gulag Argumento”, http://www.slate.msn.com/, August 13, 2002) Ben detto! Questo giudizio ovviamente
vale anche per il nazismo, per il fascismo, e per qualsiasi tipo di dittatura. Il caso della complicità
americana nel golpe di Pinochet in Cile pone peraltro il problema di un ulteriore allargamento della medesima
reasponsabilità, ed è una conseguenza politica concreta della globalizzazione. Al limite vale anche
per tutto ciò che, nel bene e nel male, succede in un regime democratico. Ma vale anche, ed è questo un caso
frequente e attuale, per tutti quei regimi grottescamente misti che, a metà strada fra democrazia e
autoritarismo, sopportano crimini relativamente minori, impongono discriminazioni e impunità comunque
odiose, col consenso delle maggioranze consapevoli. È un genere di consapevolezza propriamente
politica che, come l’inammissibilità dell’ignoranza della legge, si fonda sull’idea di una partecipazione
alla cosa pubblica che non ammette passività irresponsabile. La distribuzione delle responsabilità
implica comunque una certa equanimità. Non è attribuendo alle masse la loro pur decisiva parte di colpa che
si attenua la posizione dei capi oggetto del “culto della personalità”. Parafrasando altri
commentatori viene da dire che: “In reviewing these tragicomic ideologies, especially those associated with
Italian Pirlusconism, there is always the temptation for an outside observer to regard their promulgation as
the cynical manipulation by a power-hungry leader of his gullible followers. This is a serious error, for the
leader himself must be as much steeped in the fantasy as his followers: he can only make others believe
because he believes so intensely himself." Insomma, non possono esserci attenuanti generiche per
nessuno.
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