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di
Blore Smith Una recensione di Samuel Brittan (“Humanitarianism without
illusions”, Financial Times, 27/09/02) al libro di Steven Pinker, The Blank Slate, Penguin, 2002, sulla
psicologia evoluzionista, ripropone alcune considerazioni sulla violenza e sui concetti politico-culturali di
destra e sinistra. Come si sa “destra” e “sinistra” sono i termini di una nomenclatura nata dalla
posizione presa sui banchi dell’assemblea derivata dalla Rivoluzione Francese nel 1789. Caratteri attribuiti
alla destra sono storicamente: l’attaccamento alla religione, alla forza militare dello stato, alla severità
coi criminali, all’abbassamento delle tasse; e contro l’allargamento delle libertà sessuali. Brittan si
chiede: cosa ha a che fare la religione con l’abbassamento delle tasse? Cosa c’entrano le opinioni sulla
libertà sessuale con la misura della forza militare? La risposta a queste domande può essere solo di
carattere storico. A sua volta la sinistra è più permissiva sui comportamenti sessuali, ma non con le
pratiche relative agli affari. La destra è conservatrice, e infatti vuole preservare le tradizioni e i legami
comunitari. Tuttavia è più favorevole al libero mercato, che è il principale fattore di sovversione delle
tradizioni e delle piccole comunità. Un sostenitore del liberismo può perciò non essere religioso né
patriottico, il che lo metterà in conflitto con altri conservatori. La destra avrebbe un atteggiamento
generale verso la vita con connotati “tragici” (o realistici) per la convinzione che la natura umana è
sostanzialmente immutabile e il male è connaturato al destino umano. La visione della sinistra si può invece
definire utopica, perché considera la natura umana mutevole con le circostanze sociali, perciò ritiene che le
istituzioni tradizionali non abbiano un valore intrinseco e possono essere cambiate. Queste
distinzioni potrebbero attenuarsi, magari in favore di altre, fondate più saggiamente sul calcolo pragmatico
delle conseguenze dei comportamenti politici in alternativa. Per esempio, poiché il liberismo economico è
passato dal patrimonio della sinistra a quello della destra, esso può mantenere un connotato utopico anche
nella nuova collocazione, e dunque abbiamo liberisti che credono sinceramente che il mercato, di per sé,
allarghi la democrazia e il benessere generale. Invece altri liberisti conservano l’idea che, al contrario,
il mercato debba servire proprio a stabilire le discriminazioni sociali, dividendo i migliori dai
peggiori. Ci può essere una visione tragica non legata alla religione, e di natura materialista, che
ritiene che gli uomini siano violenti per natura come gli altri animali (John Gray, They F*** You Up,
Bloomsbury, Granta Books). A questo proposito il nuovo discrimine fra destra e sinistra si pone piuttosto sui
modi per imparare a non essere violenti, perché “naturalmente” i giovani umani tendono a raggrupparsi in
fazioni che si combattono aggressivamente, e il controllo etico e politico della violenza opera solo
all’interno della propria comunità, clan, tribù o nazione che sia. L’etica infatti non si applica a tutti, ma
solo ai propri simili. È a questo punto che la destra tende a discriminare lo straniero, verso il
quale la violenza è giusta, e la sinistra invece ad estendere il più possibile la comunità, per includere e
rendere “simili” tutti gli esseri umani e poter esercitare il controllo della violenza da parte dell’autorità
democraticamente costituita. Anche la forza dello stato passa allora in secondo piano, perché ciò che conta è
il controllo democratico della forza istituzionale. Brittan suggerisce che, in un’epoca dove tutto può
essere geneticamente modificato, forse la visione dell’utopia non può fondarsi solo sull’agire pedagogico.
Secondo Brittan, per attuare una comunità mondiale: “We will need not just genetically modified foods, but
genetically modified human beings”. Ma questa modificazione genetica non sarà per caso un processo di
controllo della comunicazione globale? Come sappiamo bene in Italia, i pericoli insiti in questo programma
fanno sì che un nuovo compito della sinistra sia allora quello di impedire che “the process will be led by
gangster politicians intent on producing robotic slaves”.
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