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I generi
formulaici, pur essendo ripetitivi, hanno la capacità proteiforme di ibridarsi tra loro. In The River of No
Return (1954), in italiano La magnifica preda, di Otto Prerninger, con Robert Mitchum e Marilyn Monroe, il
western si unisce al rosa, ma prevale ideologicamente su di esso, perché in quel tipo di ambiente prevalgono
i valori maschilisti, e anche perché, dove bene e male sono sempre nettamente separati, non si possono
favorire illusorie conciliazioni, come quelle sottese all'ideologia del rosa. Il rosa è il tipo di storia
dove maschile e femminile si incontrano, ma è anche quello in cui si rappresenta il mito femminile
dell'amore, cioè quella situazione in cui, attraverso i suoi rifiuti, la donna impone all'uomo le sue
condizioni per il superamento di un rapporto insignificante e per rendere possibile la formazione della
coppia (Anna Paschetto, no she said no I won't No. La trama rosa nella letteratura alta, Milano, 1988).
In questo caso invece, l'eroe resta immutato: ha ragione all'inizio e vince alla fine, e tocca invece
alla donna rendersi conto di aver sbagliato le sue scelte. Al centro della storia, che si snoda lungo un
viaggio periglioso di un uomo, un bambino e una ballerina inseguiti dagli indiani sulle rapide di un fiume,
abbiamo prima la contrapposizione e poi la comprensione fra eroe ed eroina. Il viaggio è anche una lotta
dell'eroe, non solo contro la natura, ma anche contro la ragazza, che fa le veci del cattivo a cui è
fidanzata. Ella svolge così un doppio ruolo di antagonista e di obiettivo da conquistare, come è tipico del
rosa. Una volta che il protagonista ha superato i pericoli naturali, è sfuggito agli indiani, e ha
fatto innamorare la ragazza, il duello finale sembrerebbe quasi inutile. Invece poiché sarà proprio il
bambino ad uccidere il cattivo per difendere il padre, il duello finale diventa una lezione esemplare per il
figlio, che impara sin da bambino la legge del West, su cui aveva manifestato qualche dubbio e qualche
scrupolo. Impara cioè che prima o poi viene il momento in cui è necessario sparare. Il film è anche
interessante perché l'aspirazione alla costruzione della società pacifica e stabile, di cui si è detto, qui
si manifesta nella costruzione di un nucleo familiare formato da un ex-carcerato, un'ex-ballerina e un
ex-orfano, sulle rovine dei loro rispettivi precedenti rapporti sbagliati. Si mette così in luce un'altra
verità storica del West, attinente all'ambiente umano di tutte le colonie, e cioè che la società, così
difficile da costruire in America, è stata fatta con materiali umani considerati di scarto, rifiuti sociali
che di fronte alle durezze dell'ambiente hanno saputo ricostruirsi e rigenerarsi. Per mostrare
l'importanza dell'ambiente nella distinzione dei generi, si può facilmente ricorrere all’esempio di
telefilm d’ambiente ospedaliero, ora tornato molto di moda con E.R. e altri, ma uno dei primi è stato, molti
anni fa, il famoso Il dottor Kildare. Altrettanto famosi furono quelli d’ambiente legale, come la serie
intitolata Avvocati a Los Angeles; o quelli d’ambiente scolastico come III C o College. Pensiamo ad esempio
ai film di guerra, o al genere catastrofico, tipo L'inferno di cristallo, con Charlton Heston. Quest’ultimo
è da non confondere con Trappola di cristallo, con Bruce Willis, ancora ripresentato periodicamente in
televisione ogni tre o quattro mesi, che ha dato luogo ad un seguito ancora con Willis, e poi a una grande
quantità di imitazioni. In questo genere di recente successo, l’ambiente, sia un grattacielo o un
aeroporto, o una grande nave da guerra, è un luogo tecnologicamente sofisticato, che viene invaso e
conquistato da un gruppo di cattivi, altrettanto tecnologicamente dotati, che però quando credono di aver
partita vinta con la loro abilità organizzativa e scientifica, vengono contrastati e vinti da un singolo
eroe, dotato più di coraggio e di qualità umane che non di conoscenze specifiche. Egli è anzi un personaggio
temporaneamente emarginato dalla sfortuna o dal progresso stesso, che viene a trovarsi più o meno casualmente
in un luogo a cui per lo più è estraneo. Il significato generico, e ciò che si vuole ricordare allo
spettatore, è che, pur accettando e ammirando il progresso tecnologico, che infatti fornisce lo sfondo
iconografico spettacolare, esso è tanto produttivo quanto pericoloso se cade in mano ai cattivi, e la
“vecchia” umanità, ancorata alla legge morale, è ancora l’unica risorsa capace di salvare il mondo. |