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Consideriamo invece un genere in cui l’importanza dell'ambiente non appare in modo altrettanto
esplicito, cioè il romanzo giallo, nell'accezione di detective story o giallo d’indagine, per distinguerlo
dal giallo d'azione e da altri generi limitrofi che poi vedremo. Apparentemente l'elemento fondamentale
del giallo d'indagine è appunto l'indagine e non l'ambiente. L'inventore di questo genere è E. A. Poe,
che per primo, in quei racconti che egli chiama “racconti del raziocinio", ha saputo discernere e separare la
detection dal gotico, dove pure il mistero ha una parte rilevante. Nelle sue premesse epistemologiche
e quindi ideologiche il giallo è proprio il contrario del gotico. Nel gotico autentico infatti il mistero è
una manifestazione del sovrannaturale e non deve essere spiegato in termini razionali, appunto perché il
gotico, come dice il suo nome, vuole situarsi in un ambiente che appartiene ai secoli in cui la
superstizione e la credenza nel sovrannaturale permeano la vita quotidiana dell'uomo. Quando infatti la
Radcliffe produce il cosiddetto gotico spiegato, la spiegazione sembra più che altro una coda che si
appiccica alla fine con dubbia efficacia, perché snatura il messaggio ideologico del genere, che diventa
ambiguo. Questa ambiguità segnala proprio quel passaggio contraddittorio dall'invenzione originale di un
aristocratico come Horace Walpole, autore di The Castle of Otranto, alla banalizzante industria della
ripetítività formulaica. Il gotico autentico, come ha ben spiegato Nerozzi nel libro citato, ha una
funzione terroristica. Esso reagisce paranoicamente al razionalismo del novel e all'orgoglio ideologico
della borghesia in ascesa; vuole reintrodurre la trascendenza, rammentando a questa borghesia tutta presa dai
suoi affari e da un modo di vita a-religioso, che un Dio implacabile perseguita e punisce chi crede di averlo
emarginato. La detective story va invece in direzione opposta: celebra le capacità tutte umane della
ragione di spiegare e dissipare il mistero. Perciò il giallo d’indagine, che come il novel si svolge nella
contemporaneità, può situarsi solo in un mondo il cui funzionamento è indagabile e conoscibile, dove non ci
sono misteri irrisolvibili, e dove alla trascendenza si reca un omaggio formale andando alle funzioni nelle
feste comandate. Ma questa trascendenza stia al suo posto e lasci agli uomini di esplorare, misurare e
soprattutto produrre e commerciare, senza intromettersi nelle loro vicende quotidiane, come invece le era
permesso nel mondo gotico. Il giallo d'indagine può svilupparsi perciò solo in un universo meccanicistico,
quindi più che in senso storico-geografico, la modernità dell'ambiente della detective story è da
considerarsi in termini epistemologici. Una volta inventato, il genere giallo si può collocare in
effetti in qualsiasi epoca storica, valga per tutti Il nome della rosa che ho già menzionato. Ricordo persino
un bellissimo giallo ambientato nell'antica Cina. Ma quando si verificano questi spostamenti d'ambiente,
l'interesse principale della narrazione non è più quello del giallo. Infatti la struttura del giallo
d'indagine ha avuto un tale successo popolare che tanti autori, con scopi diversissimi, l'hanno usato come
appiglio per i loro messaggi: oltre al Nome della rosa di Eco, già ricordato, vedremo i “gialli” di Gadda e
Robbe-Grillet. L'interesse principale della detective story è che venga scoperto l’ordine degli
eventi e il loro significato. In quest'ordine da scoprire, gli oggetti materiali sono più importanti del
delitto e persino dei personaggi. La trama dei fatti si ricerca nelle cose, e ciò riflette gli orientamenti
della civiltà occidentale moderna e positivista relativamente alla legge, alle prove e alla natura della
conoscenza (Jacques Barzun, "Detection and Literature", in The Energies of Art, New York, 1962).
Questa disposizione fu incoraggiata e favorita nell'800 dai progressi di scienze come la criminologia, la
paleontologia, la chimica, la balistica. Il giallo d’indagine viene perciò considerato il romance della
ragione: è cioè irreale proprio perché immagina un assoluto dominio della ragione sulla realtà. Il giallo
condivide le premesse del romanzo realistico, ma concentra gli eventi e gli effetti più del romanzo
realistico, che appare meno architettato e più rispettoso della discontinuità naturale della vita.
L'indagine infatti esige l'apparenza di una necessità logica assoluta, perciò, nella sua rigorosa
consequenzialità, è stata paragonata alla tragedia. Come la tragedia il giallo predilige l'unità di luogo:
la stanza chiusa, la nave, il treno, che ritroviamo in tanti gialli famosi, come The Mouse Trap, Assassinio
sull'Orient-Express, Assassinio sul Nilo. Ma proprio la predilezione per l'unità di luogo mette in evidenza
la natura dell'ambiente, il fatto che il mondo è concepito come unità e continuità spaziale, dove la rete
dei rapporti sociali si può percorrere sistematicamente in tutta la sua estensione, proprio come l'ambiente
ristretto di una stanza chiusa o di un treno o di una nave. E infatti anche quando la vicenda si svolge in un
luogo non delimitato, molto spesso il detective fa in modo che alla fine tutti gli indiziati si ritrovino
davanti a lui in un luogo unico dove avviene la soluzione dell'enigma e l'individuazione del colpevole. Si
pensi ad esempio ai gialli di Nero Wolfe o di Ellery Queen. Il significato generico della detective
story è allora che la società moderna è una rete di rapporti sistematica e coerente (si potrebbe dire
"societas non facit saltus"), una rete in cui il delitto viene a produrre uno strappo, ma che, per la sua
stessa sistematicità logica, è percorribile con l'indagine razionale fino al punto in cui la legge è stata
violata e lo strappo alla legalità può essere ricucito. Se nella detective story narrare significa
ordinare, a ben vedere questo può considerarsi il compito di ogni narrazione, che nella costruzione della
trama non fa che percorrere un itinerario, non fa che scegliere e individuare una via tra le altre possibili.
Ogni narrazione implicitamente dimostra che una situazione labirintica iniziale - cioè la vita - può essere
ordinata, ritrovando in essa un disegno, percorrendola con un orientamento che è anche un significato.
L'alternativa sarebbe il caos in cui è impossibile districarsi, che ci domina e ci abbandona alla casualità,
alla reclusione, ad un destino di morte e di non significato.
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