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Decostruzionismo a parte, la
collocazione storica del giallo è la contemporaneità, come per il novel, e la contemporaneità al momento in
cui il giallo si fissa come genere è la società urbanizzata successiva all’industrializzazione. La logica
sociale che aggrega gli individui in tale contesto è fatta di interessi, bisogni, costumi e norme di
comportamento, che offrono uno sfondo di valori da cui il delitto trae il suo movente, che infatti ha quasi
sempre a che fare con i due cardini su cui ruota questo tipo di società: il danaro e la famiglia. In questo
senso nel giallo vi è anche un aspetto etico e normativo: la razionalità si suppone al servizio
dell'autocontrollo, per individuare e reprimere i comportamenti antisociali. Tuttavia nel giallo
d'indagine il momento repressivo occupa certamente una posizione secondaria, tanto che il momento
dell'inchiesta e quello della punizione vengono affidati a personaggi diversi. Il detective, nel giallo
classico, è sempre un dilettante, dal Dupin di E.A. Poe a Sherlock Holmes, a Miss Marple o Poirot di Agatha
Christie. A lui si contrappone, talvolta addirittura in funzione comica e caricaturale il poliziotto di
stato, la cui incompetenza serve ad accentuare l'acume deduttivo del detective. Sebbene questa
contrapposizione sia soprattutto un artificio spettacolare, pure alla divisione tra detective e polizia
ufficiale è sottesa quella fra teoria e pratica, fra mente e braccio, fra pensiero e azione, che tormenta i
romantici e tutto l'800. Un diverso tipo di contrapposizione è quello tra il detective ed il suo
aiutante. Si tratta qui infatti di un rapporto che ha radici antiche nei duetti tra servo e padrone del
teatro classico, che poi evolve con una lunga progenie fino al comico e la sua “spalla”, con valori e ruoli
di vario tipo. Qui la spalla del detective, pur essendo spesso ottuso e ridicolo come il poliziotto
ufficiale, ha due funzioni principali, connesse entrambe al suo ruolo di tramite fra la storia e lettore.
Infatti di solito la spalla del detective, a partire dai racconti di Poe e di Conan Doyle, è anche il
narratore della storia. Ma soprattutto rappresenta il lettore come “uomo medio”, non geniale come il suo
amico detective. Proprio per questo egli chiede al detective di spiegargli pazientemente come sia giunto a
risolvere il mistero: questa spiegazione, rivelata al narratore, è così appresa anche dal lettore.
Quando invece il detective è un commissario, come Maigret, il quale non solo è un poliziotto di stato, ma
ha anche una moglie e delle abitudini borghesi, e anzi la sua peculiarità, ovvero le caratteristiche che lo
individuano come personaggio sono proprio le pacifiche abitudini dell'uomo comune e della vita ordinaria,
allora l'interesse della vicenda si sposta dal piacere relativo alla pura scoperta del meccanismo del
delitto a tutta una serie di motivi e sentimenti umani, per cui, come si sa, i gialli di Simenon vengono
apprezzati per delle ragioni che li situano fra il giallo vero e proprio e il romanzo realistico. Non a caso
i suoi ammiratori più accesi lo paragonano a Balzac, a Dickens o a Faulkner. Per lo più infatti quando
il poliziotto è ben integrato negli apparati dello stato e nella società, allora la trama gialla mira a
illustrare gli aspetti della società stessa, offrendo uno spaccato della vita in un ambiente determinato nel
tempo e nello spazio: abbiamo molti esempi di questo nei telefilm, ad esempio Hill Street giorno e notte,
oppure la serie di telefilm intitolata alla città di Chicago, oppure nella serie intitolata New York New
York, dove si unisce all'interesse femminista della donna alle prese con i problemi del lavoro che diventano
preminenti rispetto a quelli della vita sentimentale. Ma occorre dire che i gialli televisivi sono ormai
tutti gialli d'azione, perché l'azione offre maggiori possibilità spettacolari. Lo stesso interesse
sociologico prevale comunque nelle serie dove poliziotti in divisa sono legati ad una determinata zona
cittadina, come Adam 101, oppure sono poliziotti di quartiere come nella serie dal titolo omonimo.
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