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Nell'universo senza memoria dell'accelerazione mediatica, arrivare in ritardo
sull'attualità è l'ultimo modo per ricordare di T.T.Waring La
prima celebrazione della festa dei lavoratori nel nuovo millennio induce a ripensare alcuni aspetti della
teoria del plusvalore, alla luce delle mutate condizioni della vita produttiva e dei rapporti tra i fattori
della produzione. Secondo la teoria del plusvalore, al lavoratore viene tolta gran parte del frutto della
sua fatica. Secondo il concetto di alienazione, l'uomo è spersonalizzato come essere sociale e reificato
nelle merci. Nella società della comunicazione informatica, all'uomo è sottratta ora la dimensione corporea,
considerata dai nuovi teorici del plusvalore "carne superflua". Ma non basta. Un residuo di umanesimo
possibile sopravvive, pur estraniato e smaterializzato come mai prima, solo nella virtualità dell'immagine.
E dal momento che l'immagine è il residuo di realtà, per quanto virtuale, essa diventa merce preziosa. Con
la new economy il monopolista perciò non può accontentarsi di accumulare ricchezza di beni materiali, a
rischio di bassa remunerazione politica, mira bensì all'accumulazione di un capitale nuovo, costituito dai
mezzi di produzione e distribuzione delle immagini. L'immagine è in primo luogo il complesso dei
tratti della personalità fantasmatica che i media trasportano e distribuiscono a ciascuno. Ma è anche, in
senso propriamente visivo, l'aspetto eidetico della corporeità che, ancorché superflua, attribuisce a
ciascuno l'identità narcisistica della cittadinanza mediatica. Nel vuoto delle apparenze, la cittadinanza
mediatica è infatti ciò a cui l'edonismo ha ridotto la cittadinanza giuridica. Il monopolista del
capitale immaginifico si appropria perciò del potere di creare l'aura santificante e identificante delle
creature virtuali, che fa o non fa apparire sui suoi canali televisivi e sulle loro appendici stampate.
Vittima dell'ologramma di sé, a cui egli stesso crede, resta quindi sinceramente sorpreso e stupefatto
quando un personaggio qualsiasi del suo mondo-spettacolo mostra di non ritenersi, anima e immagine, totale
proprietà del padrone della ferriera virtuale. Per prevenire il crearsi di tali inconvenienti, il
monopolista ha programmato un'economia del neoplusvalore, ovvero una politica di sottrazione d'immagine,
che intende de-soggettivare ogni antagonista o alleato-dipendente, impedendo loro di darsi un'identità o di
scegliersi un ruolo, o di apparire con un'immagine personale sui manifesti elettorali.
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