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Nell'universo senza memoria dell'accelerazione mediatica, arrivare in ritardo
sull'attualità è l'ultimo modo per ricordare di T.T.Waring
La
comunicazione politica governativa nell'Italia di oggi è fondata su due strategie retoriche dominanti: il
bullismo triviale della lega e la "gaffe legittimata" di Pirlusconi. La prima ha le sue radici nella
cultura popolare e contadina, in una tradizione nobilitata da Rabelais e analizzata dalla teoria del
carnevale di Bachtin. Non a caso le volgarità leghiste emergono endemicamente come sfoghi carnevaleschi e del
carnevale hanno anche l'effimera durata. La seconda è invece fenomeno relativamente nuovo, con rimandi non
casuali alla retorica della "neolingua" orwelliana, strumento tipico dell'irregimentazione autoritaria dei
cervelli. Dalle critiche scriteriate alla tattica di Zoff, agli insulti più o meno inconsapevoli al
parlamentare europeo Schultz e a tutta la nazione germanica, fino al recente afferramento della mano della
sposa turca, il gaffismo pirlusconinano è così pervasivo da eccedere la natura stessa della gaffe come
involontaria mancanza di rispetto dell'interlocutore. Esso va letto invece come strumento del metodico
tentativo del dittatorello mediatico di imporre all'intera nazione il suo deficit di democrazia e di
cultura. Vi è infatti del metodo in questa follia comunicativa, e consiste nell'apparato di
legittimazione che si mette in moto a posteriori, per giustificare la gaffe invece di chiedere scusa, o per
lo meno di glissare sulla figuraccia perpetrata, a causa del ruolo di presidente del consiglio, ai danni
dell'intera nazione. Mentre infatti la maggioranza degli italiani "trasversalmente" si vergogna,
l'apparato dei portavoce presidenziali, messo alla frusta dal padrone, deve ingegnarsi ad escogitare
interpretazioni, deviazioni, fraintendimenti, smentite, ed infine sfacciati ribadimenti quando non c'è altro
da fare, per sostenere che il capo ha sempre ragione. E i partiti alleati faranno bene ad adeguarsi
alla neogaffe come alla neolingua, se vogliono continuare a godere dei sostegni finanziari e della stessa
presenza non solo al governo, ma addirittura in parlamento. Nato forse come espediente casuale, questo
modo di operare si rivela efficace strumento per ottenere due scopi: attirare l'attenzione dei cittadini su
questioni apparentemente di etichetta o di gusto, sviandola dal continuo peggioramento della situazione
economica del paese; assuefare l'opinione pubblica alle sorprese più spettacolari e scandalose, talvolta
dirette a smantellare la semplice buona educazione, talvolta dirette a smantellare la struttura
costituzionale dello stato.
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