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Nell'universo senza
memoria dell'accelerazione mediatica, arrivare in ritardo sull'attualità è l'ultimo modo per
ricordare di Leonardo Terzo
Si racconta che un barone
universitario a cui un collega rimproverava di aver mandato in cattedra un cretino, rispondesse: “È facile
mandare in cattedra uno bravo, invece aver mandato in cattedra uno sprovveduto dimostra davvero il mio
potere”. Lo stesso principio va adottato per capire il successo televisivo e la celebrità di alcune
ragazze che non sanno recitare, né ballare o presentare o altro, e non sono nemmeno belle, e che
ciononostante ora vengono contese da tutti i programmi di intrattenimento a suon di migliaia di euro per
apparizione. Infatti la loro consacrazione come dive del sistema dimostra ancor meglio la potenza del
mezzo per imporre ai gusti di un pubblico minorato e impotente la nullità più assoluta, e per dimostrare che
anche laddove, oltre all’esibizione dell’impudicizia fisica e caratteriale, alcune capacità esistono, non è
per queste capacità che le fortunate, o sfortunate, compaiono nei programmi. Già a suo tempo a
proposito di Mike Bongiorno, Eco aveva sostenuto che il suo successo di presentatore era dovuto in parte
proprio alla sua capacità di presentarsi come personaggio ignorante (da non confondere con la persona reale,
che magari fuori dal programma televisivo era persona colta e raffinata, chissà!). La sua ignoranza ostentata
serviva infatti a far sì che il pubblico non si sentisse inferiore, ma appunto “normale”, a differenza dei
fenomeni, un po’ maniaci, che rispondevano alle domande di “Lascia o raddoppia”. Allo stesso modo
dunque le intrattenitrici in questione sono emblematiche e hanno il merito di rivelare in modo puro la
potenza della televisione, e l’inutilità assoluta di saper fare qualcosa, oltre ad esibire la propria
incapacità stessa, per aver successo sugli schermi. La consacrazione suprema di queste donne senza
qualità (chiedendo scusa a Robert Musil), è stato l’invito ad un pranzo privato con un potente della politica
e della televisione, forse dettato da un’affinità evidente: in entrambi i casi, le ospiti e il padrone di
casa, ciascuno nel proprio campo, erano personaggi di successo proprio perché incapaci di recitare e di
governare.
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