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Nel loro lungo peregrinare nel tempo, Palinsesto, Indecidibile e Attaccapanni,
coi loro servi Spaziunculus, E/O e Vernice, si ritrovarono una sera sull’orlo del futuro. Era per loro una
regione leggendaria e sconosciuta.
Palinsesto aveva sempre vagato nel presente, e aspirava
solo a regredire, il suo motto era: “Fermati istante, perché sei bello!”; subodorava infatti che il suo servo
l’avrebbe spodestato. Indecidibile pensava solo al passato, ma non riusciva a identificare il
proprio: si arrovellava sussurrando “Capire o non capire? Respingere gli strali della significazione? O,
assorbendoli, svanire nella durezza della realtà?”.
Attaccapanni era avido, aveva sempre voluto
il futuro, ma appena lo raggiungeva esso si era spostato più in là. Mandava Vernice a dare una mano, ma il
servo tornava sempre indietro piuttosto scrostato.
Dopo essersi consultati decisero di
interpellare l’oracolo dell’Intertestualità.
L’oracolo disse: “Stupidi incompiuti, non sapete di
avere già in voi la forza della relatività. Per la vostra insipienza sarete puniti. Tu Palinsesto sarai
sostituito dal tuo servo, Spaziunculus, che assumerà l’eponimo di Il Duro di Berlino. Tu Indecidibile
rimarrai pietrificato, non ti sarà concesso di morire e ti identificherai col tuo servo E/O, con cui vivrai
in eterna simbiosi. Tu Attaccapanni, che hai incontrato tanti e non hai amato nessuno, diventerai una
marionetta senz’animo, e ti moltiplicherai all’infinito, perché tutti ti copieranno e nessuno ti e si
distinguerà da nessun altro.
All’udire questi decreti i tre indotti cercarono di ritrarsi dal
futuro, ma dai quattro punti cardinali una tempesta di venti li precipitò nel baratro, dove ognuno ora sta.
Ricordando il presente. |