Imperfezione ed estetica del gioco del calcio. (Niccolò Morro, 6 luglio 2002)

         Carlo Parola

Alla conclusione del campionato di calcio 2011-12 ripubblichiamo un articolo di Niccolò Morro scritto alla fine dei campionati del mondo 2002 svoltisi in Corea, per le osservazioni generali sull’estetica e la pragmatica del gioco del calcio, ancora valide. Leggi tutto “Imperfezione ed estetica del gioco del calcio. (Niccolò Morro, 6 luglio 2002)”

Postpornography/Postpornografia

Leonardo Terzo, Elbow, 2002

La pornografia è da molti anni uscita dalla clandestinità costitutiva. Non solo si propone ed è reperibile con il suo nome e le sue ormai presunte proprietà, nelle edicole, nei cinema, sui canali televisivi, al telefono, in Internet, nei pornoshop, ma inflaziona l’industria dell’intrattenimento, la moda, la pubblicità, il turpiloquio comune, i comportamenti e i costumi quotidiani. In tal modo ha perso i suoi requisiti necessari: il superamento dei limiti del pudore, ormai irreperibili, l’ostracismo intrinseco alla sua qualità oscena, la capacità di eccitare o disgustare il cittadino medio, personificazione del giurisprudenziale comune sentimento del pudore. Leggi tutto “Postpornography/Postpornografia”

Avanguardia e postmoderno, dal tempo allo spazio

Leonardo Terzo, Calchi, 2001

Nel concetto di avanguardia confluisce l’assunzione, da parte dell’estetica, di due modelli cronologici: lo storicismo, che è di carattere umanistico, e riferisce le opere letterarie alle circostanze storiche; e il mito del progresso, ad imitazione del progresso scientifico, fin dal ‘600 esemplificato nelle arti dalla proverbiale posizione dei nani sulle spalle dei giganti. Leggi tutto “Avanguardia e postmoderno, dal tempo allo spazio”

Funzione salvifica e funzione mondana della letteratura.

Secondo Raymond Williams (Marxism and Literature, 1977) la nascita dell’estetica sarebbe stato un tentativo di preservare un “interesse disinteressato” per la bellezza formale e per l’autenticità emotiva, nel momento in cui il mercato stava trasformando ogni aspetto della vita in merce. Questo tentativo sarebbe poi fallito e anche l’apprezzamento dell’arte e della letteratura sarebbe diventato uno strumento di distinzione di classe; per usare un termine di Pierre Bourdieu: un accumulo di capitale culturale. Si prospettano e si distinguono così nell’uso della letteratura due indirizzi, egualmente strumentali, uno nobile e disinteressato e uno classista e mercificato. Nonostante l’apparente rozzezza della distinzione, è tuttavia necessario convincersi che la letteratura serve, e che nella sua strumentalità sta la sua essenza di sapere propriamente umano, come saper formare, saper essere, saper dire, saper esibire, saper immaginare. Leggi tutto “Funzione salvifica e funzione mondana della letteratura.”

Nel centenario della nascita di Northrop Frye.

Nel centenario della nascita di Northrop Frye ripubblichiamo un articolo del 2009, di Leonardo Terzo

Nel pieno delle rivolte studentesche alla fine degli Anni ’60, la funzione sociale delle arti, e della letteratura in particolare, era un tema di grande attualità. In effetti la rilevanza, o forse è meglio dire la coscienza dell’irrilevanza dell’educazione umanistica, in un mondo dominato dalla scienza e dalla tecnica, era già stata oggetto della polemica sulle “due culture” fra C. P. Snow e F. R. Leavis. In quel periodo erano stati pubblicati anche i saggi di Marshall McLuhan, collega di Frye all’Università di Toronto, sulla Galassia Gutemberg e sugli Strumenti del comunicare, vale a dire sul passaggio dalla cultura scritta alla nuova oralità elettronica. Northrop Frye (1912-1991), a quell’epoca al culmine della fama come critico e come studioso della mitologia sociale, sollecitato da più istituzioni accademiche, intervenne allora con varie riflessioni e conferenze, poi confluite in una pubblicazione del 1970 col titolo di The Critical Path. An Essay on the Social Context of Literary Criticism, mutuato dalla frase finale della Critica della ragion pura, dove Kant dice che tra dogmatismo e scetticismo solo il sentiero della critica è aperto. Leggi tutto “Nel centenario della nascita di Northrop Frye.”

Povero Picasso! Critica della critica culturale.

                                          Leonardo Terzo, Time’s Turn, 2007

I cosiddetti Studi Culturali, individuatisi e sviluppatisi soprattutto in Inghilterra a iniziare dagli anni ’70, partono dai testi letterari e dalle opere artistiche, applicano una metodologia interdisciplinare che coinvolge tutte le cosiddette pratiche culturali, e si pongono come fine l’indagine, o meglio la demistificazione, del rapporto tra sapere e potere. Secondo i critici culturali anche l’estetica che voglia tener conto di questi sviluppi interdisciplinari deve allargare i suoi concetti e i suoi ambiti di riferimento, in primo luogo oltre il presunto etnocentrismo, verso una serie di – secondo me poco definiti e identificabili – fenomeni complessi e differenziati, emergenti nella sensibilità contemporanea, con un atteggiamento flessibile e – io direi – compassionevole. Infatti l’unico tratto comune alle varie cose che fanno parte della differenziazione sembra la marginalità. Questa benevolenza verso un’indifferenziata accettazione dell’emergente, presunto emarginato, senza sistemazione e senza gerarchie, e l’antagonismo decostruttivo verso ogni principio di discriminazione, è anche ciò che accomunerebbe filosofie della differenza, postmodernismo e studi postcoloniali, a cui gli studi culturali in parte si sovrappongono. Leggi tutto “Povero Picasso! Critica della critica culturale.”