Intervista col neologo 3. Non sempre c’è bisogno di un’epoca.

 

Emporio Porpora, Ooops!, 2011

di Leonardo Terzo

La vita stretta, la pancia larga, l’occasione va colta, il giudizio malcerto. Non mancherà una citazione sull’arte fredda, per introdurre la mostra di Hitton First al Gate Modern di Sponda. L’impaginazione è deprimente e desiderante. Davanti al Gate si erge l’enorme dolore che esibisce il proprio apparato cavernoso, un invito a entrare, a dimostrazione che la mostra non è vietata ai minorati. (Ma è sicuro?) Leggi tutto “Intervista col neologo 3. Non sempre c’è bisogno di un’epoca.”

La forza dell’anomalia muove la storiografia: Perry Anderson su Carlo Ginzburg

Leonardo Terzo, Tutto è in movimento, 2004

The Force of the Anomaly

Perry AndersonThreads and Traces: True False Fictive by Carlo Ginzburg, translated by Anne Tedeschi and John TedeschiCalifornia, 328 pp, £20. 95, January, ISBN 978 0 520 25961 4

Carlo Ginzburg became famous as a historian for extraordinary discoveries about popular belief, and what was taken by its persecutors to be witchcraft, in the early modern period. The Night Battles and The Cheese and the Worms, each a case-study from the north-east corner of Italy, were followed by a synthesis of Eurasian sweep in Ecstasies. The work that has appeared since is no less challenging, but there has been a significant alteration of its forms, and many of its themes. The books of the first twenty years of his career have been succeeded by essays; by now well over fifty of them, covering a staggering range of figures and topics: Thucydides, Aristotle, Lucian, Quintilian, Origen, St Augustine, Dante, Boccaccio, More, Machiavelli, Montaigne, Hobbes, Bayle, Voltaire, Sterne, Diderot, David, Stendhal, Flaubert, Tolstoy, Warburg, Proust, Kracauer, Picasso and many more, each an extraordinary display of learning. No other living historian approaches the range of this erudition. Every page of Threads and Traces, his latest work to appear in English, offers an illustration of it. Ginzburg, who has a nominalist resistance to epochal labels of any kind, would like to override Fredric Jameson’s dictum that ‘we cannot not periodise,’ but it is impossible to grasp his achievement without recalling that the centre of his work lies in what, protestations notwithstanding, we still call the Renaissance. It is that pivot, on which his writing swings back and forth with complete ease and naturalness from classical antiquity and the church fathers across to the Enlightenment and the long 19th century, that is such a striking feature of this collection, as of its predecessors: Clues, Myths and the Historical Method; Wooden Eyes; History, Rhetoric and Proof; No Island Is an Island. Leggi tutto “La forza dell’anomalia muove la storiografia: Perry Anderson su Carlo Ginzburg”

L’arte come scienza 2. Appunti per una critica materialista.

Emporio Porpora, Le masse all’assalto del concorso di matematica,
Milano, Università Bocconi, 2012

La critica marxista delle arti ha inizialmente due versanti, quello marxiano e quello leninista. In una lettera dell’aprile 1888 Engels scriveva alla romanziera inglese Margareth Harkness che quanto meno appariva esplicita l’opinione politica dell’autore, tanto meglio era per l’opera d’arte. Leggi tutto “L’arte come scienza 2. Appunti per una critica materialista.”

Oggi, di Emilia Banfi

OGGI

E’ un viale
qualcuno lo percorre correndo
altri camminano piano
ascoltano canti e musiche
delle stagioni all’inizio
al finire piangono aprono le mani
puliscono le panchine piene di foglie
si siedono a parlare di politica
quando i potenti con i loro figli
rubano e fanno della famiglia
il loro schifo, le panchine
si riempiono di vecchi stanchi
guardano giovani indolenti
passare con ciabatte firmate
un diamante nel dente
pantaloni a vita bassa e
che si veda il culo
Un ragazzo due o tre
parlano di vendetta di giustizia
in fondo al viale si fermano
e guardano:
un cagna piscia su una lattina
una donna rincorre un bambino
la borsa perde un salvaslip un rossetto
una palla arriva fino ai loro piedi
un calcio ed è finita.

 

L’arte come scienza 1

Leonardo Terzo, One More, 2012

La differenza tra  poesia (letteratura, arte) e scienza è in primo luogo una questione di prevalenza della funzione del linguaggio, referenziale per la scienza e autoriflessiva per l’arte. La funzione referenziale è inoltre rafforzata nella scienza, nel senso che vuole essere rigorosa e innovativa nel riferirsi al mondo, cioè nello svelare e dimostrare il vero.

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