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Non vi è nulla di più inedito delle idee ricevute
Recenti casi di
interventi satirici e di conseguenti reazioni, simmetricamente aggressive, all'uso di questo genere di
comunicazione, in prossimità di consultazioni elettorali aspramente combattute, suggeriscono l'opportunità
di un chiarimento accademico, in chiave etica e metacritica, sulla materia. La satira è un genere che
scavalca statutariamente il confine tra uso estetico e uso pragmatico del linguaggio. Essa elabora il suo
messaggio con la funzionalità autoriflessiva dell'arte, e nello stesso tempo pone l'efficacia di tale
elaborazione al servizio di uno scopo estrinseco all'estetica, che è l'aggressione ideologica, feroce e
divertita, ad un bersaglio reale fuori dalla finzione. Aggressione ideologica significa due cose: che
l'attacco è portato a livello di comunicazione di idee e non di violenza materiale, e che la conflittualità
della situazione d'uso implica la parzialità e la partigianeria dei giudizi espressi e degli atteggiamenti
manifestati contro il bersaglio. Del resto è la dimensione estetica che, per sua natura, con l'invenzione si
allontana dalla referenzialità, nel caso della satira con intenzioni esplicitamente deformanti.
Soddisfatte queste condizioni, la satira non ha bisogno d'altro per essere tale. Essa può essere più o
meno feroce, e non deve necessariamente servire delle buone cause, ma è satira anche se è portavoce di
ideologie ignobili e ripugnanti. Per esempio la satira nazista contro gli ebrei non era meno satirica per il
fatto di servire gli scopi odiosi della persecuzione razzista.
Se il nazismo ha cercato di
realizzare lo sterminio reale delle sue vittime, a ciò la satira anti-ebraica ha contribuito per i suoi
contenuti, non per il suo carattere di genere comunicativo, per quanto aggressivo. Per ciò stesso tuttavia si
dimostra che la satira non è intoccabile in assoluto, sempre e comunque, per il solo fatto di avere una
componente estetica e di essere aggressività ideologica e non aggressività concreta. In certe occasioni una
società può a ragion veduta reprimerla, se ritiene che l'espressione di opinioni possa tralignare in
comportamenti effettivamente distruttivi. In tale prospettiva la satira, come tutte le cose umane, non
ha un'intangibilità sacrale. È un genere strumentale della comunicazione creativa, che si presta, come la
poesia e la pubblicità, a veicolare qualsiasi argomento. Essa dunque, non è intrinsecamente né reazionaria né
progressista, ma può essere di volta in volta l'una e l'altra cosa, senza venir meno alla sua vocazione.
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