La punta del colletto, di Anton Cimelich. Introduzione di L.Terzo

Introduzione di Leonardo Terzo

Il racconto è la forma breve delle quattro forme della narrativa in prosa: il romanzo realistico, il romanzo fantastico, il romanzo confessione e l’anatomia o satira menippea. Mentre i primi tre sono abbastanza noti e riconoscibili, l’anatomia o satira menippea lo è molto meno.

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Ground Zero e le macerie culturali dell’Occidente

In un saggio che definirei promemoria di cronaca culturale (Crolli, Torino, Einaudi, 2005), Marco Belpoliti cerca di delineare un quadro della coscienza estetica e politica (o della coscienza politica attraverso l’estetica) dell’Occidente, così come traspare dallo spiraglio epocale apertosi nell’arco di tempo tra due eventi epifanici: il crollo del muro di Berlino, del 1989, e il crollo delle due torri di New York, nel 2001. Sono circa dodici anni in cui si verificano una quantità di eventi che l’autore sa interpretare da cronista della cultura dotato di fiuto ermeneutico professionale, e che ciò nondimeno, a causa dell’ovvia spettacolarità con cui si presentano in un’epoca di ontologia mediatica come la nostra, appaiono significativi anche a tutti i comuni mortali.  Seguendo il tracciato di Belpoliti possiamo infatti relativizzare le glosse che gli artisti e i critici, e i sociologi e i filosofi, ormai indistinguibili fra loro, come pure dalle opinioni diffuse e fluttuanti nella comunicazione, hanno apposto alla contingenza essenziale della postmodernità e alla sua fine. Continua a leggere

Daily Aesthetics, 12. 12. 2015

piccole streghe Leonardo Terzo, L’indicibile, 2004

3. Dire l’indicibile.

Dire l’indicibile, rappresentare l’irrapresentabile, sarebbero i compiti che l’arte si proporrebbe nella fase di passaggio dal modernismo alla contemporaneità, probabilmente sotto l’influenza del post-strutturalismo e del decostruzionismo.

Dal punto di vista logico, dire l’indicibile, preso alla lettera, non significa nulla: è una dichiarazione contraddittoria senza senso.

Tuttavia, applicato all’estetica, vorrebbe essere l’auspicio che, in qualche modo per ora imprevedibile, in un tempo a venire, si potranno enunciare dei significati che ora non siamo in grado di capire e proferire. Continua a leggere

Sociologia dell’arte 3. Dov’è il sociale nell’Infinito di Leopardi?

infhrL’opera d’arte, come messaggio, è fatta di significato e significante. Il significato è ciò che il messaggio vuole dire, e il significante sono i mezzi materiali con cui si dice. Quindi l’arte è fondata su un qualcosa di materiale, ma a differenza dei messaggi non artistici, in cui il materiale o significante può cambiare mentre il significato rimane lo stesso, significante e significato sono inscindibili, e se si cambia il significante (cioè il materiale, la forma), il significato non è più lo stesso.

Per esempio, perché “Quest’ermo colle mi fu sempre caro” è diverso da “Sempre caro mi fu quest’ermo colle”? Perché il ritmo della seconda versione fa parte della musica verbale che in una poesia è essenziale per aggiungere al significato della prima versione il fascino incantatorio che ci avvince al significato stesso. La musica ha il senso e fa l’effetto della musica.

Alla fine de L’infinito di Leopardi abbiamo vissuto, e non soltanto capito, il senso dell’aspirazione all’oltrepassamento dei limiti. Questi limiti possono essere i limiti del dicibile spinto verso qualcosa che diventa la cristallizzazione di ogni aspirazione umana. Ma che nel caso del periodo romantico io individuo “sociologicamente” nell’isolamento degli intellettuali (che erano stati artefici dell’illuminismo e sostenitori della visione del mondo borghese contro i resti dell’aristocrazia), quando la borghesia ha ormai conquistato il potere e non ha più bisogno di loro.

Gli intellettuali critici e militanti, consapevoli o meno, perdono così la loro funzione e ogni legame col potere e proiettano, in una aspirazione visionaria a qualcosa di “infinito” rispetto al finito presente, il senso della loro funzione, perseguibile e identificabile ora con la loro arte (per l’arte).

 

La letteratura: tradizioni e aggiornamenti.

Women AgeingLeonardo Terzo, La letteratura, signora mia, non è più quella di una volta, London, 2010.

Ci sono diverse idee sul concetto di letteratura, su cosa si intenda per essa e addirittura se essa esista in realtà. Per cominciare, possiamo dire che la letteratura è un concetto e, dal punto di vista materiale, cioè dal punto di vista dei testi che possano essere considerati letterari, dobbiamo dire che la letteratura è tutto ciò che viene usato come tale. Continua a leggere