Daily Aesthetics, 20. 8. 2016. Dall’estetica alla sociologia dell’arte, alla metodologia antropologica, all’analisi di mercato.

IMG_5229Leonardo Terzo, Grande Minimalismo, 2016

Partirò da un particolare minore, sebbene specifico: come l’arte comunica le idee in termini formali. Continua a leggere

Povero Picasso! Critica della critica culturale.

                                          Leonardo Terzo, Time’s Turn, 2007

I cosiddetti Studi Culturali, individuatisi e sviluppatisi soprattutto in Inghilterra a iniziare dagli anni ’70, partono dai testi letterari e dalle opere artistiche, applicano una metodologia interdisciplinare che coinvolge tutte le cosiddette pratiche culturali, e si pongono come fine l’indagine, o meglio la demistificazione, del rapporto tra sapere e potere. Secondo i critici culturali anche l’estetica che voglia tener conto di questi sviluppi interdisciplinari deve allargare i suoi concetti e i suoi ambiti di riferimento, in primo luogo oltre il presunto etnocentrismo, verso una serie di – secondo me poco definiti e identificabili – fenomeni complessi e differenziati, emergenti nella sensibilità contemporanea, con un atteggiamento flessibile e – io direi – compassionevole. Infatti l’unico tratto comune alle varie cose che fanno parte della differenziazione sembra la marginalità. Questa benevolenza verso un’indifferenziata accettazione dell’emergente, presunto emarginato, senza sistemazione e senza gerarchie, e l’antagonismo decostruttivo verso ogni principio di discriminazione, è anche ciò che accomunerebbe filosofie della differenza, postmodernismo e studi postcoloniali, a cui gli studi culturali in parte si sovrappongono. Continua a leggere

L’arte come scienza 2. Appunti per una critica materialista.

Emporio Porpora, Le masse all’assalto del concorso di matematica,
Milano, Università Bocconi, 2012

La critica marxista delle arti ha inizialmente due versanti, quello marxiano e quello leninista. In una lettera dell’aprile 1888 Engels scriveva alla romanziera inglese Margareth Harkness che quanto meno appariva esplicita l’opinione politica dell’autore, tanto meglio era per l’opera d’arte. Continua a leggere