Letteratura ready made, di Leonardo Terzo

Hic Sunt Group, Autoritratto in incognito, 1996

 

Perché il ready made, alla Duchamp, ha avuto successo nelle arti e non in letteratura? Duchamp col suo orinatoio era aggressivamente satirico. Denunciava la falsa “democratizzazione” dell’arte come appiattimento dell’invenzione sulla tecnica industriale, ma è stato fagocitato dal successo.  Perciò la sua critica alla promiscuità dei valori è stata capovolta e sublimata in ulteriore prova del valore della promiscuità.  Il ready made in letteratura non so se sia mai stato tentato. Ma non risultando agli onori della cronaca, credo che, se anche è stato tentato, non è risultato produttivo. Ma ciò può voler dire molte cose diverse. Per esempio che la letteratura si difende meglio dagli appiattimenti sull’industria? Forse non è questo, perché l’industria editoriale è stata da sempre fiorente dalla nascita del mercato, nel Settecento, coi best-seller come il romanzo gotico e altri generi popolari. È solo nel Novecento che si distingue e si discrimina nettamente una letteratura alta e una bassa, non più “popolare”, ma “di massa”.

Comunque non è lo stesso tipo di appiattimento: l’orinatoio è fruito come immagine e non richiede un’articolazione di significati la cui ironica mancanza sarebbe il messaggio dell’autore. Ma il pubblico si diverte lo stesso. Anzi di più: fa meno fatica intellettuale di quella necessaria per capire la Gioconda. Il pubblico di fronte all’orinatoio inconsciamente dice: si, non me ne importa niente se non capisco l’arte. Del resto sono quasi sicuro che non capisco davvero nemmeno la Gioconda, che invece mi piace. Perciò prendo nota che questo oggetto è l’arte di oggi, garantita dal fatto che è in mostra. Bene, grazie, e passa oltre. Un ready made in letteratura invece sarebbe per lo meno noioso, implicherebbe più tempo prima di “passare oltre”.

Oppure il successo è ostacolato proprio dal fatto che la letteratura non si fruisce in mostra in un museo, ma diventa un rapporto personale col libro, e dunque più autentico, dove barare o fruire in modo superficiale è anti-economico anche in termini di tempo, oltre che di tedio. Forse il passaggio della fruizione verso esibizioni performative, come la lettura in pubblico o gli eventi dei festival letterari, potrebbe aprire la via anche al ready made di parole. Perché in tali occasioni la fruizione è più superficiale e pubblica: l’importante è esserci.

Propongo tre poesie ready made con caratteristiche diverse che poi diremo. La prima è fatta coi titoli dei giornali di oggi 2 aprile 2011:

Ready Made 1.

Il colonnello confessa,
Il domestico rifiuta e attacca.

Liberi di offendermi,
Due sono stati decapitati.

Spari sulla folla,
Ci sono altre ragazze.

Giappone, Costa d’Avorio.
Lampedusa è un must.

Questo in realtà non è un ready made puro, perché ho manipolato con piccolissimi ma significativi cambiamenti alcune parole e il loro accostamento. L’ironia (per lo meno intenzionale) è pertinente nel significato che permane nei versi. Il vero ready made invece è più assurdo e trasporta di peso un messaggio con una funzione non estetica in quella estetica. Ciò avviene attraverso un unico espediente: la scansione in versi, che oltre a traghettarci dalla prosa alla poesia, ci traghetta dalla non letteratura alla letteratura.

Ready Made 2

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Questo sarebbe un vero ready made, e qui infatti il lettore avverte immediatamente la diversità estraniante di funzione nell’uso delle parole. A prima vista, se non è di cattivo umore, può anche sorridere, e passa oltre. Ma a differenza dell’orinatoio di Duchamp, che sta lì più o meno imperituro nel museo, dove può trovare il lettore il ready made letterario? Dovrebbe comprare un libro di ready made. Ma già la poesia è un genere in perdita, perché ci sono più poeti (per lo più chiusi nel loro narcisismo frustrato) che lettori. Il fatto che il genere non è pubblicato, forse perché non ha mai cominciato ad esistere, cosa dimostra? Che tutta la letteratura è morta come mezzo di comunicazione culturale rilevante? Probabile. O che la letteratura è più capace di difendersi dalla falsa democratizzazione? Mi piacerebbe allo stesso tempo che fosse così, ma anche che il ready made nascesse finalmente, sviluppando per la letteratura tutta la speculazione critica che l’orinatoio di Duchamp ha suscitato nell’arte.

 A grande richiesta concedo un bis, con un altro ready made “impuro” di materiali odierni:

Ready made 3

Il fisico scomparso,
Anche nell’Italia del sud.

Tunisini assolti:
Non sono evasori.

Nota di riservatezza
Dispersa in mare.

Il risveglio di primavera,
Code in tutta la città.

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