Che cos’è la letteratura 4. La letteratura come istituzione.

Emporio Porpora, Che cosa dice l’architettura, 2012

 

4. La letteratura come istituzione

La pratica della letteratura come comportamento umano ha poi un aspetto istituzionale di importanza basilare. Il riconoscimento stesso della letteratura come categoria della cultura umana, e i comportamenti pratici che permettono la produzione letteraria, comportano un’organizzazione sociale istitutiva. Occorre perciò fare una breve discussione di questo aspetto.

Le istituzioni sono il prodotto dell’organizzazione della vita in termini di riconoscimento e strutturazione cosciente, o anche di habitus e ripetizione più o meno inconsapevole, delle attività umane. L’istituzione è un nucleo, o formazione più o meno duratura, del flusso di fenomeni e accadimenti, che si forma per un interesse comune.

Anche l’arte è istituzione, e tutto nella cultura ha sempre un aspetto istituzionale, in quanto ogni attività umana è per lo meno istituzionalizzata in un concetto che distingue ciascuna categoria di fenomeni, in questo caso l’arte, da ciò che arte non è. Possiamo quindi collocare l’arte nella tipologia delle istituzioni. Le istituzioni vengono distinte di solito in tre tipi: regolative, normative, cognitive. Vediamole in relazione alla letteratura:

a)      Come istituzione regolativa la letteratura è l’attività pratica della sua produzione materiale: come si scrive, si pubblica e si legge un libro. Per scrivere e pubblicare un libro seguiamo delle procedure: ci mettiamo a scrivere un testo, seguendo una nostra idea, lo correggiamo, lo mandiamo all’editore, che lo fa stampare, lo manda alle librerie, lo fa recensire. Tutti questi processi “regolano” i modi in cui la letteratura si produce ed esiste.

b)      Come istituzione normativa, la letteratura è vincolata da norme giuridiche e impositive: quelle che si applicano nell’attività letteraria. Per esempio facciamo un contratto con l’editore, non copiamo un testo già scritto da un altro, rispettiamo cioè le leggi che riguardano il diritto d’autore e tutto ciò che riguarda questa materia.

c)      Come istituzione cognitiva la letteratura implica un sapere, una conoscenza e un’autocoscienza: è ciò che pensiamo di fare quando scriviamo un’opera letteraria. La nozione stessa di letteratura quindi, in quanto categoria e oggetto peculiare dell’estetica, e in quanto forma espressiva di interessi e valori umani, è una istituzione cognitiva.

Quindi: in quanto pratica attiva degli autori che scrivono e degli editori che stampano e producono libri e giornali e li distribuiscono al mercato e nei luoghi di conservazione, come le biblioteche, o li presentano alle fiere e alle mostre, la letteratura è un’istituzione regolativa.

Per quanto riguarda l’istituzionalizzazione normativa, la norma riguarda in primo luogo i diritti d’autore e di proprietà letteraria, ma coincide in parte anche con la pratica regolativa auto-imposta sotto forma di scelta di genere, di stile, scuola, gruppo, corrente, che quindi genera le attività di classificazione critica, di adozione come oggetti di studio: per esempio alcuni libri vengono scelti e messi in un programma di un corso universitario; e in generale tutti quei fenomeni socio-culturali che, come vedremo, convergono nella formazione del cosiddetto canone.

L’aspetto istituzionale più importante è comunque quello regolativo, (il fatto di scrivere i libri), che implica quello cognitivo, (implica che sappiamo cos’è un libro e  vogliamo scriverne uno perché c’è un pubblico che si diverte a leggerlo), e genera quello normativo (diritti e doveri di autori ed editori, pratiche di certificazione dei livelli di istruzione). Ed è in quest’ambito regolativo che l’arte vive i suoi processi di trasformazione, accompagnati o seguiti dalle istituzionalizzazioni cognitive. Di solito prima s’inventano nuovi tipi di letteratura e poi se ne prende atto, e magari s’istituisce e si definisce un nuovo genere: per esempio la letteratura ipertestuale. Infine ci si rende conto se le nuove invenzioni costringano a modificare il regime delle istituzioni normative: come si protegge la proprietà di un ipertesto in rete? Vale ancora la pena di proteggere il diritto d’autore? Le discipline istituzionalizzate sono ancora involucri adatti al contenimento, alla rappresentanza e allo sviluppo dei fenomeni culturali?

Leonardo Terzo

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