Iconologia dell’arte contemporanea


Emporio Porpora, Docuperformance Street, 2014

L’arte contemporanea è qualsiasi cosa un gruppo qualsiasi di persone vuole considerare tale. Non è quindi il risultato di un’elaborazione specifica, ma il risultato di un’indicazione da parte di una comunità interpretativa, grande o piccola, che decide di fruire di un oggetto o di un comportamento come fatto estetico. Vedi i testi di Arthur Danto in proposito.

Tuttavia, si appartenga o meno alla comunità che acconsente a  considerare arte quella cosa, quella cosa continua ad essere descrivibile e/o interpretabile con lo strumento dell’iconologia. L’iconologia è la disciplina che descrive i contenuti delle opere d’arte, non dal punto di vista dello stile o dell’apprezzamento, ma dal punto di vista del riconoscimento delle rappresentazioni. Di solito l’iconologia si applica alle immagini (come dice la parola), ma il suo metodo si può plausibilmente estendere ai comportamenti e alle performance.

All’ultima Biennale di Venezia, Michelangelo Pistoletto ha eseguito una performance consistente nella rottura a colpi di mazza di una serie di grandi specchi appositamente preparati e disposti in una galleria. Si può opinare se quell’azione possa o meno considerarsi un’opera d’arte, ma comunque è descrivibile come un’azione consistente nell’infrangere degli specchi a colpi di mazza. Questa descrizione è una considerazione di carattere iconologico, che a sua volta può ascriversi a significati diversi: per esempio lo sfogo di un impulso distruttivo.

Così le performance di Marina Abramovic, quando si fa colpire, con le mani o altro, dai visitatori della sua performance, sono certamente lo sfogo masochista di una psicopatica. Mentre i rituali in cui ordina a gruppi di persone, desiderose di essere comandate e umiliate, di fare certi movimenti o di assumere certe posizioni fisiche, sono il risvolto sadico della stessa psicopatia.

Definizione di “psicopatia” nell’Enciclopedia Treccani: qualsiasi anomalia della personalità capace di indurre sofferenza per l’individuo o disturbo per la società.

 Leonardo Terzo

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