Primitivismo e surrealismo

Magritte - luciMagritte, L’impero delle luci, 1954

Fra le avanguardie moderniste, i più influenzati dal primitivismo furono i surrealisti, perché lo consideravano qualcosa di arcaico e primordiale presente anche nell’uomo contemporaneo. Bastava solo farlo emergere allentando i controlli razionali ed esprimendosi in modo automatico.

Il contenuto arcaico era intuitivamente collocato in tre settori: nell’erotico, nell’esotico, nell’inconscio. L’erotico è una pulsione fisiologica alle prese con l’intelletto; l’esotico è una lontananza geografica, alle prese con la geopolitica; l’inconscio è il prodotto di una repressione dell’io da parte del super-io. Ma la psicanalisi fa affiorare l’inconscio per razionalizzarlo non per rendere inconscia la vita quotidiana, magari con effetti aggressivi.

Una dimensione del surrealismo oggi non più accettata, per sopravvenuta correttezza politica, è invece l’equiparazione dei primitivi alla condizione dei bambini, delle donne e dei malati di mente

I surrealisti erano comunque i più impegnati oltre l’estetica, verso una filosofia di vita: sociale, economica ed etica. Il tutto si fondava su una concezione epistemologica che privilegiava l’analogia rispetto alla logica, il sogno e l’immaginario, cioè la “surrealtà”, rispetto alla realtà.

L’epistemologia è la dimensione strumentale del rapporto col mondo, e l’errore delle avanguardie storiche è di aver attribuito agli strumenti i risultati del loro impiego. Come ho già scritto: le tragedie della storia non sono il prodotto della logica e della razionalità. Sono invece l’effetto dell’impiego della logica e della ragione per soddisfare gli appetiti incontrollati di specifici interessi di parte. Uguali a Parigi e a Berlino come nelle giungle di tutti i continenti. Proporre l’irrazionale come rimedio è una politica culturale suicida.

Tanto più che l’immaginazione è sempre in funzione, anche nell’operatività più razionale, secondo lo schema: dal reale all’ideale e ritorno. Questo perché l’invenzione va immaginata e pensata prima e nel corso della sua realizzazione. L’immaginazione serve anche al serial killer e ad ogni impiego distruttivo.

Invece l’intrinseca debolezza dell’immaginario sta proprio nel fatto che, finché non è applicato, è una non realtà impotente e/o consolatoria. Mentre quando viene realizzato, implica un’attuazione logica e materiale tramite una volontà cosciente.

Come tecnica per superare la consapevolezza a vantaggio dell’automatismo inconscio i surrealisti usavano talvolta il “frottage”, una specie di scarabocchio prodotto dal movimento automatico della mano, che poi però doveva essere interpretato, come le tavole di Rorschach o le visioni della madonna nelle macchie di umido sul muro.

Si sa infatti che l’agire umano si dipana tra due modalità: il caso e la necessità. Chi adopera il frottage è una specie di subacqueo che si immerge nel caso, ma poi per capirlo deve riemergere alla necessità dell’interpretazione cosciente. Tutte le poetiche hanno una sociologia, una politica e un’epistemologia.

L’uso del caso nella creazione perdura nella tecnica del dripping di Pollock e in parte dell’action painting di Franz Kline, o della camera aperta di Warhol che riprende chi casualmente vi passa davanti.

Dopo la seconda guerra mondiale però, molti surrealisti evolvono in varie direzioni, lontane dal primitivismo ingenuo, e verso poetiche fortemente personalizzate e singolari, come del resto è giusto nell’arte. Esempi estremi sono Magritte e Dalì, che sfumano nel metafisico.

After MagritteLeonardo Terzo, After Magritte, 2015

Dalì ha un’eccelsa capacità rappresentativa, ma la applica programmaticamente in modo spettacolare fino al cattivo gusto. Un gusto glamour, anticipatore di ciò che si sarebbe poi chiamato kitsch. Né ha mai nascosto che il fine della sua attività era il dio danaro, allora rappresentato dal dollaro, e mostrare al mondo quanto era bravo.

Magritte è più sommesso e intellettualistico, conserva da perfetto surrealista la volontà di stupire, ma escogitando un’ironia propriamente visiva, inquietante e sarcastica.

 

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