Momenti di esticizzazione della vita.

Minimalismi e decentramenti, fine corridoio con porta 28 dic12Leonardo Terzo, Minimalismi e decentramenti: fine corridoio con porta, 28 dicembre 2012

Il postmodernismo comporta un processo di de-monopolizzazione delle gerarchie simboliche e l’apertura a mercati più ampi per i beni culturali, una rivoluzione dei canoni, ma un persistere dello status dei detentori del capitale culturale. Tale ampliamento del mercato offre infatti agli intellettuali e interpreti nuove opportunità di svolgere un proficuo ruolo di articolazione e orientamento delle nuove esperienze. Leggi tutto “Momenti di esticizzazione della vita.”

Pinocchio come Webserie: sesta puntata.

mi-vpv 0,87Leonardo Terzo, La Fata Turchina, 2013

Prima di essere preso e impiccato dagli assassini, Pinocchio intravede oltre gli alberi una casa candida come la neve. La raggiunge, bussa alla porta, ma nessuno apre. Poi una bambina dai capelli turchini, bianca come la cera, nella posizione in cui di solito sono disposti i corpi delle persona morte, con le braccia incrociate sul petto, si affaccia e, senza muovere la bocca, con una vocina, dice che non può aprirgli perché lei è morta. Così Pinocchio viene raggiunto, preso e impiccato. Leggi tutto “Pinocchio come Webserie: sesta puntata.”

Pinocchio come Webserie: quinta puntata.

gat e volLeonardo Terzo, Il gatto e la volpe, 2015

L’avventura che segue, famosissima, col Gatto e la Volpe, è una delle più interessanti dal punto di vista pedagogico. Non perché insegni una lezione eticamente elevata, anzi al contrario è di una semplicità evidente e assoluta in termini di valori: qui i cattivi sono molto cattivi e basta. Ma soprattutto fanno i furbi. L’interesse del modo in cui l’episodio è concepito sta nel fatto che nulla viene spiegato esplicitamente, e il bambino che ascolta questa parte della storia deve intuire il non detto sulla natura dei personaggi, che sono appunto furbi, prima ambigui e poi anche mascherati. Leggi tutto “Pinocchio come Webserie: quinta puntata.”

Pinocchio come Webserie: quarta puntata.

Leonardo Terzo, La Fata Rossina, 2011

Abbiamo paragonato Pinocchio al picaro che vaga in un mondo in gran parte ignoto dove deve sopravvivere e sostentarsi, a cominciare dal pasto quotidiano. Il picaro si muove in una ricerca che è la stessa del cavaliere errante per il Santo Graal, ma con una meta degradata a bisogno materiale. In entrambi i casi ciò che ricorre è l’accumulo di episodi senza una continuità logica e cronologica come quella necessaria al realismo. Leggi tutto “Pinocchio come Webserie: quarta puntata.”

Pinocchio come Webserie: terza puntata.

Resti di Grillo parlanteReperto di Grillo parlante

Tra un capitolo e l’altro la voce del narratore fa da raccordo, commenta quanto appena avvenuto e anticipa, anche con toni eccitati, quanto sta per raccontare, per suscitare la curiosità degli ascoltatori. Sembra il tipico cantastorie che intrattiene un pubblico di fronte a lui, quindi con gli atteggiamenti della narrazione orale, di origine epica. Ma qui è satirica, e i suoi giudizi sono netti. Leggi tutto “Pinocchio come Webserie: terza puntata.”

Pinocchio come Webserie, seconda puntata.

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Nel primo capitolo abbiamo la sorpresa di maestro Ciliegia alle prese col pezzo di legno, legno che parla, e lo spaventa. Nel secondo capitolo entra anche Geppetto e l’effetto sorpresa trae in inganno i due amici facendoli litigare. Capiamo quindi che il personaggio di Pinocchio è un provocatore. La sua attività servirà a illustrare ai lettori molti aspetti del mondo, fra cui le ingiustizie e le difficoltà del vivere. Leggi tutto “Pinocchio come Webserie, seconda puntata.”

Pinocchio come Webserie, prima puntata

11 ap 13 0,91Leonardo Terzo, Open the Door but Do Not Enter, 2015

Come illustra con chiarezza e competenza il libro di Chiara Bressa, Fare Webserie (Dino Audino Editore, Roma, 2015), una webserie è un serie di due o più episodi o “webisodi”, distribuiti sul web, di durata variabile da cinque minuti ad un’ora, che come tutte le serie possono avere una trama solo orizzontale (ogni episodio è concluso in sé, come per esempio Il tenente Colombo), oppure anche verticale (una parte della trama si conclude nell’episodio, ma altre trame contemporaneamente invece  iniziano o continuano negli episodi successivi, come per esempio I Soprano). Ciò che distingue la webserie dalle serie televisive è la distribuzione on demand sul web, mentre dal punto di vista dei contenuti si può adoperare per qualsiasi genere, comico, serio, fantastico, romantico, ecc. Tuttavia la serie, per sua natura, anche quando ha trama orizzontale, tende a conciliare la conclusività episodica con l’apertura possibile ad un minimo di continuità. Leggi tutto “Pinocchio come Webserie, prima puntata”

Consumismo, pubblicità, ideologia

Consumismo e ideologiaLeonardo Terzo, Consumismo e ideologia, 2015

Il consumismo può essere considerato l’ideologia dominante nella contemporaneità. Esso consiste nel fare del tipo e della quantità di consumi a cui si accede il senso e il valore della propria vita. Ciò ha una dimensione economica, che dipende dallo sviluppo dei sistemi di produzione, in cui, con la seconda rivoluzione industriale, si instaura una cosiddetta “economia dell’offerta”. Cioè la capacità di produzione di beni supera costantemente le necessità dei consumi della popolazione dell’epoca, che perciò vanno promossi e incrementati tramite la pubblicità. Leggi tutto “Consumismo, pubblicità, ideologia”

Gli usi della letteratura

gat e volLeonardo Terzo, Cat and Fox, 2006

Che fare della Letteratura?

La svalutazione degli studi letterari e umanistici in genere è un fenomeno che viene osservato con sempre maggiore preoccupazione dagli addetti ai lavori, i quali si interrogano sulle cause di questa deriva sociale e culturale. In America, nella cerchia degli specialisti da molto tempo si colpevolizza la tendenza decostruzionista della critica letteraria accademica. In particolare, ciò che nella teoria della critica si ritiene ora superato sono alcuni aspetti di un atteggiamento prevalente nell’ultimo quarto del secolo precedente, che comprende: la ricerca e l’imputazione dell’ideologia sempre celata nei testi; e perciò la critica esercitata come lettura “sintomale” che vede le opere come qualcosa da scrutinare oltre le apparenze per cogliere i sintomi del “non detto”; il tutto nel quadro di un’ermeneutica del sospetto che nega la collaborazione fruitiva del lettore-critico con l’autore, e tratta quest’ultimo da utile ingenuo. Altri luoghi comuni collaterali sono poi il soggetto decentrato, la costruzione sociale della realtà, la defamiliarizzazione. Leggi tutto “Gli usi della letteratura”

Daily Aesthetics, 14. 12. 2015

Zoran Music, Cavallini.

6. Auschwitz e i cavallini di Music

La morale dell’arte è nella formalizzazione adeguata ai contenuti. Non consiste nel sostenere un’etica già esistente, ma nell’adeguare la funzionalità propria della poesia alla ricerca dello specifico. Per rimanere ad Auschwitz, l’etica dell’arte di Music è documentare la verità dei cadaveri, ma è la stessa di quando dipinge i cavallini delle sue colline. Leggi tutto “Daily Aesthetics, 14. 12. 2015”

Daily Aesthetics, 13. 12. 2015

IMG_2511uyLeonardo Terzo, Il demone di Porta Genova, 2015

5. L’etica dell’estetica

Dire l’indicibile, se lo si ritiene compito e dovere dell’estetica, assume una denotazione e costituzione etica. Ora, da un lato tutti i comportamenti umani hanno sempre anche una dimensione etica, poiché anche il comportamento più irrilevante, o semplicemente ludico, deve rimanere entro confini che non lo tramutino in un danno alla comunità umana, e ora anche al mondo animale e all’ambiente. In questo caso però si ritiene che il contributo che l’arte produce e apporta al mondo debba di necessità svolgere un compito che avanzi in una determinata direzione. Leggi tutto “Daily Aesthetics, 13. 12. 2015”

Daily Aesthetics, 12. 12. 2015

piccole streghe Leonardo Terzo, L’indicibile, 2004

3. Dire l’indicibile.

Dire l’indicibile, rappresentare l’irrapresentabile, sarebbero i compiti che l’arte si proporrebbe nella fase di passaggio dal modernismo alla contemporaneità, probabilmente sotto l’influenza del post-strutturalismo e del decostruzionismo.

Dal punto di vista logico, dire l’indicibile, preso alla lettera, non significa nulla: è una dichiarazione contraddittoria senza senso.

Tuttavia, applicato all’estetica, vorrebbe essere l’auspicio che, in qualche modo per ora imprevedibile, in un tempo a venire, si potranno enunciare dei significati che ora non siamo in grado di capire e proferire. Leggi tutto “Daily Aesthetics, 12. 12. 2015”

Daily Aesthetics, 11 dicembre 2015

nousnesommespaslesderniersZoran Music, Non siamo gli ultimi.

 

  1. Arte e genocidi, informazione e piacere

Partendo da Adorno e dalla sua dichiarazione che scrivere una poesia, cioè produrre arte, dopo Auschwitz, è un atto di barbarie, possiamo dire che pretendere, come Adorno, di dare senso universale ad una angoscia (delirio?) contingente è tipico dei filosofi o in genere di coloro che hanno introiettato una superbia egoica irrefrenabile. Essa di solito si manifesta elevando a senso o legge universale il caso specifico che l’individuo sta vivendo (confusamente?) in quel momento. Leggi tutto “Daily Aesthetics, 11 dicembre 2015”

Fotografia e verità

JLeonardo Terzo, Selfportrait, Bacon’s Way, 2015

La fotografia e il cinema, all’inizio della loro invenzione e diffusione, sono stati accolti come mezzi innovativi per osservare e conoscere la realtà. In una seconda fase sono stati invece considerati insufficienti come documentazione e poi addirittura comunicatori del non vero, sia in quanto rappresentazione da un determinato punto di vista e non realtà oggettiva, sia in quanto invenzioni immaginarie. Queste sono opinioni sbagliate. Leggi tutto “Fotografia e verità”

How do you become who you are? Come si diventa ciò che si è?

IMG_5254Leonardo Terzo, Allestimento, 2015

Questa frase può significare almeno due cose diverse. Uno, in che modo sei diventato quello che sei; due, giacché sembra che tu sia l’identità che ti sei scelto, devi capire che l’identità che ti sei scelto deve essere formata o completata, con un’acquisizione di coscienza di cosa comporta nella tua società o comunità essere tale identità. Leggi tutto “How do you become who you are? Come si diventa ciò che si è?”

Sul rapporto tra immagine e parola, nel fotogiornalismo e altrove.

bambino sirianoSi può argomentare secondo il presupposto che l’immagine sia più oggettiva e quindi veritiera, mentre la parola sia “intenzionata” da una tesi, o da un’ideologia, persino inconsapevole, di chi la usa, e quindi meno oggettiva e veritiera. Ma anche l’immagine è stata scelta con un’intenzionalità, e non per caso. Leggi tutto “Sul rapporto tra immagine e parola, nel fotogiornalismo e altrove.”

Il ritmo della pornografia

Mimesi e diegesi, spettacolarità e magnificazione, ricezione e sensazione, sublime e bathos.

La pornografia è un campo di indagine che offre interessanti occasioni di riflessione allo studioso di estetica, al narratologo e, ovviamente, al sociologo della cultura. Questo perché la pornografia è l’ultimo dei generi della cultura popolare che prospera ancora in un regime di semiclandestinità, fruitiva e critica; e anzi la clandestinità è forse uno dei requisiti essenziali della pornografia. A differenza di altri generi popolari quali il giallo, la fantascienza, il western ecc. , un tempo disprezzati e ora accolti senza remore tra le arti, se e quando sarà stata del tutto emancipata da questo stato di peculiare emarginazione, la pornografia rischia invece di scomparire come tale, perché non ci sarà più alcuna soglia del pudore da oltrepassare. Leggi tutto “Il ritmo della pornografia”

Cosa vogliono fare questi artisti?

 
Hieronymus Bosch 1

La semiosi confusa delle avanguardie e il simbolismo primitivo.

La semiotica è la scienza dei segni, cioè delle parole. Una sorta di semiotica, prima che si concretizzasse nei codici linguistici, era la funzione di alcune figure retoriche come la metonimia (la qualità per la cosa), la sineddoche (la parte per il tutto) e la metafora (una cosa per un’altra cosa). In maniera più diegetica, cioè impiegate in forma narrativa, ci sono poi l’allegoria, l’emblema e il simbolo, che istituiscono un rapporto di significazione più o meno preciso tra veicolo (ciò che si dice o si vede) e tenore (ciò a cui ciò che si vede rimanda). Leggi tutto “Cosa vogliono fare questi artisti?”